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Truffa forniture: chieste 32 condanne

TARANTO - Trentadue condanne fra i 5 anni e i 10 mesi di reclusione sono state chieste dal sostituto procuratore di Taranto Lelio Festa nei confronti di 32 imputati - tra magazzinieri, capi area e capi reparto dell’Ilva di Taranto, funzionari dell’ufficio acquisti di Milano e imprenditori - accusati di truffa ai danni dell’azienda nell’ambito dell’inchiesta sulle forniture avviata nel 2010. Fu proprio l’Ilva, che si è costituita parte civile con l’avv. Angelo Loreto e ha chiesto un risarcimento di 4 milioni di euro, a presentare un voluminoso dossier e a chiedere alla magistratura di fare luce sulle forniture gonfiate.

Nell’esposto furono indicati alcuni esempi circa le modalità della presunta truffa. All’Ilva era capitato di pagare un interruttore 2500 euro quando lo stesso pezzo, ma con un nome diverso (sarebbe stato questo uno degli stratagemmi utilizzati per sviare la rete dei controlli), era stato poco prima pagato appena 200 euro, cioè 12 volte di meno. Oltre 100 i casi all’attenzione degli investigatori. Peraltro sono caduti in prescrizione i presunti reati commessi prima del 2008.

Il pm ha chiesto 5 anni di carcere per un imprenditore di Grottaglie, fornitore di materiale per il Siderurgico, che risponde anche di associazione per delinquere. Per numerosi dipendenti Ilva le pene richieste sono comprese tra i dieci mesi e i due anni di carcere. La sentenza è attesa per la metà di febbraio.

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