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SCHEDA - Chi è Giancarlo Cimoli

ROMA - Il nuovo presidente e amministratore delegato di Alitalia, Giancarlo Cimoli, ha ricoperto lo stesso incarico nelle Ferrovie dello Stato.
Giancarlo Cimoli è nato in provincia di Massa Carrara nel 1939 e si è laureato in ingegneria chimica, nel corso di laurea del premio Nobel Prof. Giulio Natta, al Politecnico di Milano.
E' sposato ed ha due figlie. Ha iniziato la sua attività lavorativa nel 1966 alla SIR, nella progettazione di impianti chimici, attività che ha continuato dal 1968 al 1974 alla SNIA VISCOSA.
Dirigente industriale dal 1972, in oltre 30 anni di attività ha operato in settori fortemente critici dell'apparato economico italiano portando al successo le imprese a lui affidate.
Divenuto Amministratore Delegato della MONTEFIBRE S.p.A.
nell'ottobre 1985, dopo alcune esperienze nelle società dello stesso gruppo (Amministratore Delegato e Direttore Generale della SIPA e della società italiana POLIESTERE) in soli due anni ha impresso al gruppo un grande impulso per lo sviluppo sui mercati italiani ed internazionali.
Dal gennaio 1987 al dicembre 1988, è stato responsabile dell'Area Energia del Gruppo MONTEDISON, Vice Presidente e Amministratore Delegato della SELM S.p.A. e, a partire dal settembre 1987, Vice Presidente della Monteshell S.p.A.
Tra la fine del 1988 ed il maggio 1991, Giancarlo Cimoli ha ricoperto l'incarico di Direttore Generale del Gruppo ENIMONT.
Nel 1991 è nominato Amministratore Delegato della EDISON S.p.A., l'azienda energetica del Gruppo Montedison, dove, confrontandosi su un mercato dominato dal monopolio pubblico, avvia un vasto processo di rilancio e sviluppo della Società che, con 11 centrali termoelettriche e 22 centrali idroelettriche, diventa in quegli anni la prima azienda privata produttrice di energia elettrica.
Il 3 ottobre del 1996 Giancarlo Cimoli è chiamato dal Governo alla guida delle Ferrovie dello Stato, la più grande e complessa azienda pubblica italiana, in quel momento destabilizzata da problemi gestionali ed inchieste giudiziarie. Con 120.000 dipendenti, forti presenze sindacali, e all'epoca, perdite per un miliardo 963 milioni di euro e un margine di produzione negativo per 981 milioni di euro, ricavi da traffico fermi a due miliardi 531 milioni di euro contro contributi da Stato pari a circa quattro miliardi di euro, la Società necessitava di un radicale cambiamento, per diventare un'azienda di trasporto efficiente e competitiva.
Cimoli, tre mesi dopo il suo ingresso alle Ferrovie dello Stato, redige un Piano di rilancio e sviluppo dell'Azienda e dell'intero settore del trasporto su ferro, che già nell'arco del primo biennio fa conseguire i primi risultati positivi alla Società. Punti centrali del Piano la divisionalizzazione dell'Azienda, il rilancio degli investimenti, la razionalizzazione delle partecipazioni, un nuovo corso delle relazioni industriali, il recupero dei valori fondanti con l'emanazione del Codice Etico. Viene nello stesso tempo lanciato il primo Piano per la sicurezza che in quattro anni farà registrare un miglioramento in termini di affidabilità del 50%.
A partire dal 2000 Cimoli avvia una nuova fase della trasformazione del Gruppo: la societarizzazione, che consentirà alle Ferrovie dello Stato di divenire una moderna Holding industriale. Nasce così il 1° giugno 2000 «TRENITALIA», nella quale confluiscono tutte le attività trasportistiche e che porta a compimento la definitiva separazione dei servizi di trasporto dalla rete infrastrutturale. Il progetto si completa il 1° luglio 2001 con la creazione di «RFI - Rete Ferroviaria Italiana» e la trasformazione di «Ferrovie dello Stato» in Società capogruppo.
Le Ferrovie dello Stato, grazie a questo processo di cambiamento, si avviano ad affrontare la liberalizzazione del mercato e, in termini competitivi, tornano ad essere tra le prime reti europee. Non a caso il 2001 ha segnato il primo anno di bilancio consolidato in attivo del Gruppo Ferrovie dello Stato, un risultato che si conferma nel 2002.
Nel 1995 Giancarlo Cimoli viene insignito dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Dal 1997 fa parte del Consiglio Direttivo di Confindustria.
Nel giugno 2000 è nominato Presidente di Grandi Stazioni.
Nel febbraio 2001 è confermato al vertice della Capogruppo Ferrovie dello Stato, per il triennio 2001-2004, con l'incarico di Presidente e Amministratore Delegato.
Il 1° gennaio 2002 Giancarlo Cimoli è nominato Presidente delle ferrovie europee (Communautè des Chemins de Fer Europèens) ed inoltre diviene membro del World Economic Forum (WEF).
Nel maggio 2002 è chiamato a far parte della Unione Industriali di Roma come Vice Presidente.
Dal giugno dello stesso anno fa parte della giunta direttiva di Assonime (Associazione fra le società italiane per azioni) Nel 2002 il Presidente della Repubblica Italiana lo ha insignito della massima onorificenza dello Stato Italiano: «Cavalierato di Gran Croce».

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