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Al Comune non piace via l'installazione d'arte

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di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - Via l’arte da Piazza Garibaldi. Covata per quattro anni, realizzata in un mese, l’installazione fatta da Ettore Marchi con materiale da riuso, ha visto la sua durata per un mese e mezzo. Da ieri notte il geometra con esperienza nell’edilizia e carpenteria metallica ha iniziato a smantellare la sua opera «perché - spiega il creativo alla Gazzetta - mi sono visto cinquecentuplicare, da parte del Comune di Taranto, la tassa sull’occupazione del suolo pubblico. Ritrovandomi con un onere economico non previsto, perché differente rispetto al precedente esborso fissato con l’ente locale sulla locazione dei primi sei mesi della struttura, ho deciso di rimuoverla. Lo farò a mie spese, come fatto per la donazione della stessa alla comunità. Mi dispiace, perché a mio avviso Taranto perde uno spazio per promuovere l’arte dei suoi talenti, spesso costretti ad emigrare».

Dopo aver già arricchito l’arredo urbano di Roma Eur con la sua opera «Giocando» e regalando al capoluogo jonico l’installazione «Vele», Marchi aveva costruito «Uno spazio per l’arte», radunando decine di performers, che dal 30 settembre scorso avevano iniziato ad esprimere le loro idee, esponendole, comunicandole e sviscerandole al pubblico, la maggioranza del quale di passaggio nello spazio del Borgo.
«L’area espositiva - spiega Marchi - ha radunato diversi talenti con i loro frutti artistici. Ultime, in corso sino a ieri, le creazioni di Valeria Ru racchiuse nella mostra “Essenzialità interrotta”». Un titolo profetico, visto che da oggi il corso dell’arte a cielo aperto sarà molto probabilmente stoppato per ragioni burocratico- politiche.

A quanto pare l’assessorato alla Cultura del Comune di Taranto non ha gradito lo spazio costruito da Marchi con materiale in ferro e caratterizzato dalla tridimensionalità. Da qui il rifiuto di non colmare quel gap economico che avrebbe garantito la sopravvivenza di un’opera che, per la sua estetica avveniristica e la superficie ridotta, divide i tarantini, esplosi polemicamente sul classico canale-sfogo di Facebook.

Piaccia o non piaccia, la struttura di Marchi rappresentava u n’idea utile alla città. Con la doppia finalità di arricchirla architettonicamente e di donarle uno spazio vitale per i suoi creativi, specie di giovane età. A meno di un ripensamento da parte dell’artista (l’imprenditoria privata vuole sostenerlo ed il Comune potrebbe «concedersi» economicamente), salteranno i prossimi appuntamenti previsti nell’area espositiva, a partire dalla collettiva dei giovani «indigeni» dell’Accademia di Lecce e degli allievi dell’Istituto d’arte Lisippo di Taranto. Una nuova occasione persa dunque per il capoluogo jonico. In Piazza Garibaldi può tornare ad imperare il bivacco.

(la foto è di Max Perrini)

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