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40 anni di gemellaggio

Shanghai chiama Milano, guarda a moda e cucina italiana

Da Ferragamo ad Alma. Distretto cinese è la Manhattan d'Oriente

Shanghai

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MILANO - Moda, alta cucina e design, insieme alla finanza, sono i fiori all’occhiello della Shanghai che guarda a Milano, con cui celebra i 40 anni di gemellaggio. In particolare il distretto di Jing' An della metropoli cinese si presenta con numeri da nuova Manhattan d’Oriente: un Pil nel 2018 da quasi 24 miliardi di euro (183,327 miliardi di Yuan), cresciuto del 6,9% rispetto all’anno precedente. Per l’occasione tre aziende italiane, Salvatore Ferragamo, Alma scuola internazionale di cucina italiana e Pasquale Bruni hanno firmato altrettanti accordi di cooperazione col distretto. Sono state Ferragamo per la cultura della moda, rinnovando la sua presenza a Shanghai, Alma per la cucina e Pasquale Bruni per la gioielleria artigianale, entrambe pronte a sbarcare nel distretto d’eccellenza per la prima volta.

Il governatore di Jing' An, Yu Yong, è intervenuto con la delegazione cinese a Palazzo Marino, al forum 'Investment and Business in Shanghaì, spiegando come questo territorio, nella zona centrale di Shanghai, 37 chilometri quadrati e oltre un milione di abitanti, conti un totale di 5.696 aziende straniere, che contribuiscono a oltre il 50% del fatturato. «Ci sono - ha sottolineato - 81 tra le più importanti aziende al mondo e 2.000 brand tutti di prima fascia». E il distretto non trascura tecnologia, cultura e ambiente, «perché si possa vivere bene» ha spiegato. Per questo ci sono 400 importanti centri tecnologici "per supportare la tecnologia e la creatività delle aziende», così come anche 19 teatri e 16 parchi. A proposito di stile di vita, a raccontare quello delle due città è una mostra fotografica, dal titolo 'Milano-Shanghai Living Cities', con 40 scatti di Aldo Fallai, fotografo per Giorgio Armani, di cui è stata presentata un’anteprima. Una prima esposizione con una preview sarà a Milano, per la Settimana delle moda di settembre, poi l’intera mostra andrà a Shanghai a novembre per il China International Import Expo e il Salone del Mobile.

Milano vanta con Shanghai una collaborazione di lunga data, compresa la recente eredità di passaggio di testimone dell’Expo per il 2015, come evidenziato dall’assessora al lavoro, attività Produttive e commercio di Milano, Cristina Tajani, che ha ricordato come moda e design siano «due settori prominenti in entrambe le città». Tanto che nel distretto di Jing' An si trova anche la 'Nanjing Xi Road’, la più importante via del lusso e della moda di Shanghai, lunga tre chilometri e paragonabile per importanza, come evidenziato dal governatore del distretto, a Via Montenapoleone a Milano, con cui è gemellata dal 2016.

A fare gli onori di casa per accogliere la delegazione cinese sono stati i rappresentanti di Montenapoleone District, Camera nazionale delle moda italiana e Fondazione Italia-Cina. «Le aziende italiane presenti o meno in Cina possono e devono guardare a questa importante realtà, se vogliono aprire nuove opportunità di business sul mercato cinese» ha esortato Stefano Mologni, presidente del comitato moda e creatività Italia-Cina.

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