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I 23 pionieri che fecero la Cassa rurale, un'avventura inimmaginabile fino alla svolta dei nostri tempi

SUCCURSALE - La sede di Foggia della banca

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C’ era una volta una banca locale e c’è ancora. Era il 1918, quasi cento anni fa. E nel 1918, il 16 maggio, a San Giovanni Rotondo, quale tributo d’onore al santo patrono, nasce la “Cassa Rurale di Prestiti di San Giovanni Battista”. Ed è proprio un sacerdote, dall’autorevole e carismatica personalità, a proporsi quale indiscusso ispiratore e riconosciuto protagonista di un’idea, delineatasi nelle forme di un forte e solido progetto. È infatti un arciprete, Giuseppe Prencipe (28 novembre 1872 17 dicembre 1950), a trasmettere la sua coraggiosa saggezza ad un gruppo di altri sacerdoti e agricoltori, due di essi persino analfabeti.

Ventitré pionieri, tutti consapevoli di essere gli attori con la somma di 10 lire di una ragionevole follia, nient’affatto preoccupati che la Cassa Rurale prevedesse uno statuto a responsabilità illimitata. E lo prevedrà addirittura fino al 1981. L’intento era quello di promuovere uno strumento finanziario per affrontare e vincere mali profondi e secolari, quali la miseria e l’usura, garantire progresso economico, assicurare riscatto sociale e provocare così una vera e propria mutazione antropologica. E un altro giorno dello stesso anno, il 20 settembre, l’allora sconosciuto e piccolo paese garganico viveva il miracoloso evento delle stimmate di Padre Pio. E, anche da quel giorno, aveva inizio un’altra storia.

Il 1918 si colloca al centro di un crocevia storico, in quanto segna l’inevitabile capolinea di un’epoca ed annuncia l’aprirsi di inediti quanto inattesi scenari. Il 1918 registra difatti gli ultimi impulsi di quell’Italia liberale, ancora risorgimentale e ottocentesca, che si congeda dai contesti della Storia non appena conclusa la Grande Guerra.

Oggi la banca, all’alba dei suoi 100 anni, una storia, conta 10 filiali e 17 sportelli Bancomat ATM dislocati nella provincia di Foggia e si sta proiettando verso il nuovo gruppo nazionale del Credito Cooperativo di Cassa Centrale Banca; un Gruppo bancario cooperativo basato su un modello di sviluppo originale in grado di coniugare il valore e l’autonomia di un sistema di banche locali, espressione dei diversi territori, con il coordinamento e l’attività di indirizzo tipiche di una capogruppo bancaria. Un sistema chiamato a rinnovarsi ponendo comunque al centro le BCC i territori e le comunità.

Lo scorso 28 maggio la base sociale della Banca ha rinnovato il Consiglio di Amministrazione guidato ancora dal presidente Giuseppe Palladino.

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