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Banda extralarga 5G
cabina di regìa senza sede

In ballo ci sono 7 milioni di euro in investimenti 19mila unità immobiliari interessate, 144 chilometri di rete interrata e 31 di rete aerea

Matera, Banda extralarge 5Gla cabina di regìa senza sede

EMILIO SALIERNO

MATERA - In ballo ci sono 7 milioni di euro di investimento, 19mila unità immobiliari interessate, 144 chilometri di rete interrata e 31 di rete aerea. Sono i numeri del progetto di Open Fiber, società di Enel, per portare nella città dei Sassi la fibra ottica di ultima generazione (sistema «5G»). E il cablaggio dell’infrastruttura a banda ultra larga è già cominciato nei mesi scorsi. Ma ora sembra esserci un problema, nel senso che avrebbero dovuto già essere liberati gli spazi dell’edificio di San Rocco, in pieno centro cittadino, che accoglie le attività dell’Università della Basilicata, da trasferire nel nuovo campus universitario di rione Lanera, che però non è stato ancora ultimato.

Il palazzo in via di ristrutturazione, da adibire allo scopo, non è disponibile e di conseguenza l’immobile di San Rocco, che è stato un convento e anche un ospedale, destinato a diventare un luogo cablato per il sistema «5G» di cui Matera è beneficiaria, non si può liberare.

Siamo di fronte ad una ipotesi di sequenza virtuosa che per il momento s’inceppa in prospettiva della realizzazione degli interventi di Open Fiber. Del resto, solo a dicembre scorso, il sindaco Raffaello de Ruggieri, presentando il progetto, è stato sin troppo esplicito: «È chiaro - ha detto - che l’obiettivo principale è rioccupare il vecchio convento di San Rocco. Senza questa infrastruttura non potremmo realizzare questo disegno strategico».

In 18 mesi, come annunciato da Open Fiber, circa l’80% del territorio comunale potrà essere coperto dal servizio - sempre che siano rispettati i tempi dell’accordo - con l’obiettivo di far utilizzare la fibra ottica di ultima generazione ai cittadini e alla Pubblica amministrazione e cablare le aree industriali per dare impulso al tessuto produttivo. Poi sarà la volta delle aree industriali.

I materani potranno beneficiare di una velocità di connessione pari a 1 gigabit al secondo, sia in download che in upload, che migliorerà le prestazioni non solo delle utenze domestiche, ma anche delle imprese e della pubblica amministrazione.
L’immobile di San Rocco (2700 metri quadrati) rappresenterà l’hub della ricerca e dell’innovazione. A metà gennaio avrebbe dovuto essere già disponibile la fibra in quella sede e il passo successivo avrebbe dovuto essere lo spostamento delle aule universitarie al campus del quartiere Lanera, dove l’impresa che sta realizzando i lavori di riqualificazione - come chiarito dal settore tecnico dell’Ateneo lucano - è in penale non avendo ultimato l’opera entro ottobre 2017.

E poter contare sul campus significherebbe trovare una sistemazione anche all’Archivio di Stato, che potrebbe spostarsi nell’edificio di Via Lazzazera, un altro contenitore cittadino utilizzato dall’Università lucana.
Matera come luogo della sperimentazione del 5G e i relativi scenari che aprirebbe questa grande forza strategica per le imprese creative e culturali, rischiano un rallentamento. È legittima qualche preoccupazione.

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