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Eastmed

Via jonica del mega gasdotto
già si leva la protesta

Via jonica del mega gasdotto  già si leva la protesta

di FILIPPO MELE

SCANZANO JONICO  -Il gasdotto Eastmed, lungo 2.200 chilometri, che porterà riserve energetiche per 2mila miliardi di metri cubi dall’Est del Mediterraneo in Italia, approderà sulla costa del Metapontino. Lo si evince dalla pianta del tracciato mostrata il 4 aprile scorso a Tel Aviv dal ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda e dai suoi colleghi di Israele, Cipro, Grecia e UE, gli altri partner dell’investimento. Ma amministrazioni locali ed associazioni ambientaliste non ci stanno e cominciano ad organizzare la protesta. Un incontro su “Mega gasdotto Eastmed (Israele-Italia). Rischio per la costa jonica” si è tenuto in municipio per iniziativa di Comune, Noscorie Trisaia, Cova Contro, Notap Puglia e Jonica tv. E se non siamo alla costituzione di un movimento No Eastmed poco ci manca. «Siamo riusciti ad avere due documenti – ha detto Giampaolo Farina (Cova contro) – dalla Capitaneria di porto sulle attività svolte da due navi nei mesi scorsi nel mare antistanti il Metapontino.

Le due imbarcazioni hanno lavorato ad indagini geofisiche in punti geo-referenziati. Da questi ultimi abbiamo estrapolato due corridoi che partono dalla linea di costa di Pisticci e di Scanzano e si inoltrano per qualche km nello Ionio. Ed i ministri europei hanno rinnovato nell’aprile scorso l’accordo già esistente per l’Eastmed che prima arrivava ad Otranto e dopo arriva proprio qui. Come si evince dalla mappa mostrata nell’occasione». E Felice Santarcangelo (Noscorie Trisaia) ha aggiunto: «Stiamo facendo informazione nei confronti di cittadini ed enti locali. A noi lucani il gas israeliano non serve. Noi siamo produttori. Col rischio dell’impatto ambientale e con quello della possibile reiniezione dei pozzi dismessi di Pisticci, Ferrandina, Salandra». Ha concluso il sindaco Raffaello Ripoli: «La foto con la mappa esibita da Calenda è chiara. Eastmed arriverà a Scanzano. Non voglio fare l’allarmista ma ci sarà un impatto sul nostro territorio con potenziali pericoli per la salute della popolazione. Quel che è accaduto in Austria è esplicativo. Le amministrazioni locali, poi, non sono state informate. Non siamo d’accordo». Il primo cittadino si è impegnato a chiedere notizie al ministro Calenda ed a portare il problema al tavolo intercomunale tra i sindaci del Metapontino che si stanno occupando di Enea-Sogin. Eastmed potrebbe partire entro fine anno per entrare in funzione nel 2025.

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