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La tragedia nel 2014

Crollo palazzina a Matera
9 persone rinviate a giudizio

I reati ipotizzati vanno dall’omicidio colposo al crollo di costruzioni, ai delitti colposi di danno nella realizzazione di opere

crollo matera

Su richiesta del pm Annunziata Cazzetta, il gup di Matera Angela Rosa Nettis ha disposto il rinvio a giudizio di nove persone, tra proprietari di immobili, tecnici e titolari di imprese, tecnici e dirigenti del Comune di Matera coinvolti a vario titolo nel crollo di due edifici in vico Piave, avvenuto l’11 gennaio 2014. Nel crollo morirono due persone: Dina Antonella Favale e Vito Nicola Oreste, quest’ultimo morto giorni dopo in ospedale. L’udienza davanti al giudice monocratico Roberto Scillitani è stata fissata per il 2 marzo 2018.

I reati ipotizzati vanno dall’omicidio colposo al crollo di costruzioni, ai delitti colposi di danno nella realizzazione di opere, che avrebbero indebolito le strutture e per aver omesso controlli o per ritardi nella valutazione dei rischi segnalati, nella fase precedente al crollo degli immobili.

Le persone rinviate a giudizio sono: Nicola Andrisani, proprietario di un immobile al pianterreno nel quale erano stati attivati lavori di riqualificazione; Paolo Francesco Andrisani, titolare di una ditta esecutrice di lavori; l'arch. Rossella Bisceglie, progettista di opere architettoniche e direttrice dei lavori; l’ing. Francesco Paolo Luceri, progettista delle opere strutturali e direttore dei lavori di realizzazione; Rosa Andrulli ed Eustachio Andrulli, proprietari e usuari di un immobile;, l’ing. Emanuele Lamacchia Acito, strutturista addetto all’ufficio opere pubbliche del Comune di Matera; Delia Maria Tommaselli, dirigente del Comune di Matera del settore opere pubbliche e l’ing. Francesco Paolo Tataranni dirigente del settore gestione del territorio della stessa amministrazione municipale.

Le indagini sono state supportate dall’attività investigativa condotta dai Carabinieri e da una corposa relazione tecnica eseguita dai periti incaricati, gli ingegneri Michelangelo Laterza e Michele Colella dell’Università degli Studi della Basilicata.

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