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Mistero su un'area comunale
venduta all'asta da Equitalia

Comparsi i cartelli di proprietà privata, polemica tra M5S e Ripoli

Mistero su un'area comunale venduta all'asta da Equitalia

FILIPPO MELE

SCANZANO JONICO - Il “mistero” di una vasta area in pieno centro urbano, sita tra l’accesso alla 106 in direzione Taranto e la zona 167, divenuta “di colpo” da pubblica a privata. Si tratta di una porzione di territorio destinata da Piano regolatore a verde pubblico sino all’ultima edizione della Festa patronale (1-2 maggio scorsi) adibita a luna park. Qualche giorno prima della festa, però, tutta l’area è stata recintata e segnalata con cartelli “Proprietà privata” e “Divieto di accesso. Proprietà privata”.

Di fatto le attrazioni sono state ubicate altrove. Così, il portavoce del M5s, Antonello Musillo, ha presentato una interrogazione al sindaco Raffaello Ripoli (Movimento civico scanzanese): «Urge trasparenza – ha scritto – sulle aree pubbliche occupate da privati. Quella in questione, con decreto del presidente della Giunta regionale del 16 novembre 1979 venne occupata ed acquisita in proprietà dal Comune. Il sindaco in carica, Cosimo Manolio, espletò gli adempimenti di rito per il diritto di proprietà trasmettendo alla Conservatoria dei registri immobiliari di Matera la relativa richiesta l’11 maggio 1981. Invece, ci risulta che l’area fu acquistata da privati da soggetti (ex Esab e Sais, Società agricola industriale Scanzano) che non potevano vantare alcun titolo di proprietà essendo intervenuta l’espropriazione da parte dell’ente».

Musillo, infine, ha segnalato «il pericolo per la pubblica incolumità poiché la recinzione è costruita con materiale non idoneo e senza autorizzazioni. E non si capisce come mai tale struttura non sia stata bloccata durante la realizzazione e come mai dopo l’ordinanza di sgombero da parte dell’Ufficio tecnico dell’11 aprile scorso essa si trovi ancora al suo posto».

Nella sua replica il sindaco Ripoli ha spiegato che «la richiesta di trascrizione del Comune alla Conservatoria dei registri non è stata mai, chissà perché, effettuata» e che l’area «è stata venduta all’asta non da privati, ma da Equitalia che l’aveva sequestrata alla Sais a cui, catastalmente, era ancora intestata. L’ente, però, nel 2009 ha fatto causa al privato che, dopo pochi giorni dalla ordinanza emessa dall’Ufficio tecnico, ha avuto ragione nel processo di primo grado acquisendo di fatto la titolarità dell’area stessa. Siamo intenzionati, però, a proporre appello. L’Ufficio tecnico, tuttavia, sta provvedendo per la rimozione della recinzione perché non a norma».

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