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Festa del 1° maggio
Il «concertone» di Roma
si collegherà con Matera

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MATERA - Festa del primo maggio a Matera con i sindacati uniti. Ieri i segretari provinciali e regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato che il “concertone” che si svolgerà a Roma si collegherà con la città dei Sassi ed in particolare con il concerto che i sindacati proporranno in Piazza San Giovanni (quella di Matera).

L’evento musicale, presentato da Paolo Irene, comincerà alle 17 e proporrà gruppi lucani. Già dalle 9, una banda si esibirà nelle strade di Matera, poi il corteo che partirà alle 10.30 dalla sede della Provincia. Alle 11.30, sul palco di piazza Vittorio Veneto, l’Orchestra del Conservatorio Duni. Subito dopo gli interventi dei segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil e dei rappresentanti del Polo Museale di Basilicata e della Fondazione Matera-Basilicata 2019.

Ma Eustachio Nicoletti (Cgil provinciale), Franco Coppola (Uil provinciale, e i segretari regionali della Cgil, Angelo Summa, e della Cisl, Nino Falotico, ieri si sono soffermati sui temi del lavoro e sulle occasioni legate a Matera capitale europea della cultura per il 2019.

Tirati in ballo i dati della Ires Cgil, secondo cui nel 2016 in Basilicata la disoccupazione è scesa dal 13,7 al 13,3% con un totale di 192.500 occupati e un calo della disoccupazione giovanile passata dal 47,7 al 34,2%. E questo, è stato rilevato, «rapportato al forte calo demografico, al pendolarismo e alla differenza con il lavoro dipendente non è del tutto positivo.

Agli elementi di moderato ottimismo si associano forti criticità relative alla dimensione del lavoro, al dato demografico e alla sua economia più in generale. Il quadro offerto vede, a partire dalla seconda metà del 2014, una moderata inversione del trend recessivo con una tendenza al miglioramento che va guardata in chiave più ampia e comprensiva dei tanti indicatori che ci restituiscono lo stato di salute dell’economia e della società regionale».

I segnali positivi, insomma, sono da cogliere con riferimento alla dinamica occupazionale, che più si avvicina ai livelli occupazionali pre-crisi.

Tuttavia, disaggregando il dato, si colgono sfumature e aspetti che non lasciano presagire una vera e propria fuoriuscita.

La disoccupazione, nel 2016, scende dal 13,7% al 13,3% con un totale di 192.500 occupati.

Anche la disoccupazione giovanile cala dal 47,7% al 34,2%.

A fronte di un aumento dell’occupazione dipendente pari al +0,7%, si riscontra una occupazione autonoma pari a +5,1% tra il 2015 e il 2016.

Nello stesso arco temporale i lavoratori dipendenti crescono nel Mezzogiorno del +2,3% e diminuiscono gli indipendenti del - 0,1%; in Italia i primi crescono del +1,9% e i secondi flettono lievemente del - 0,5%.

A questi aspetti bisogna aggiungere l’alto tasso di pendolarismo, già riscontrato per il 2015 e in aumento nel 2016.

Secondo i dati relativi al terzo trimestre 2016, su 19.0975 occupati residenti in Basilicata, 1.0171 lavoravano fuori regione e l’82% di questi sono laureati e diplomati.

Per quanto riguarda il dato demografico, al primo gennaio 2017 i residenti in Basilicata sono 570.004. Rispetto al 2016 la popolazione si riduce di più di 3.000 unità. Se a ciò si aggiunge l’età media elevata e l’indice di invecchiamento pari al 181%, è evidente come si sia in presenza di un continuo svuotamento delle coorti più giovani di forze lavoro.

Con riferimento all’export, la gran parte del valore delle esportazioni è riferibile negli ultimi due anni (2015 e 2016) alle performance del settore dell’automotive (70% circa).

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