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murgia materana

Danni e rifiuti nel Parco
«Chiudiamolo di notte»

i saccheggi continuano Due associazioni ripropongono una drastica soluzione

 Danni e rifiuti nel Parco «Chiudiamolo di notte»

di Emilio Oliva

Dopo un anno, punto e a capo. L’ipotesi di chiudere il Parco della Murgia materana nelle ore notturne riaffiora nelle proposte di due associazioni impegnate da anni sul tema della tutela dell’ambiente. Sono il gruppo di azione civica MaterAzione e l’associazione culturale Brio Matera a indicare questa drastica soluzione con l’obiettivo di porre un freno ad atti vandalici, abbandono incontrollato di rifiuti, episodi di bracconaggio in un’area che a volte diventa terra di nessuno. Un’area molto fragile, che custodisce ricchezze di inestimabile valore sia sotto il profilo naturalistico che sotto il profilo storico e archeologico.

È passato appena un anno dall’allarme lanciato dal presidente uscente dell’Ente Parco, Pierfrancesco Pellecchia, dopo l’incendio di due contenitori del vetro sul piazzale del belvedere di Murgia Timone, quando sembrò chiamare in causa la città perché si pronunciasse sul provvedimento. Da allora, nonostante tutti gli sforzi per prevenire anche con progetti educativi e campagne di sensibilizzazione nelle scuole danneggiamenti e violazioni delle norme che tutelano l’area protetta, il problema è ancora in piedi. Aggravato anche dal notevole incremento del flusso turistico, ma soprattutto dall’invasione di gitanti nei fine settimana attratti dal grande richiamo esercitato dalla città, ma scarsamente interessati alle bellezze paesaggistiche e monumentali della capitale europea della cultura 2019. Oltre agli episodi già denunciati, si susseguono atti di ordinaria inciviltà, dal mancato rispetto della sentieristica all’estirpazione indiscriminata di specie floreali che diventano il bottino di una gita, alla stregua di una scampagnata.

In un comunicato congiunto MaterAzione e Brio Matera rimarcano «la rilevanza che riveste la regolamentazione dei punti di accesso all’area protetta» ponendo l’esigenza di commisurarla «al grado di frequentazione e di antropizzazione dei siti». La soluzione indicata è un cavallo di battaglia delle due associazioni. «Da tempi non sospetti – scrivono – sosteniamo che le aree più frequentate del Parco, come Murgia Timone e Murgecchia, necessitino di un sistema di chiusura notturna, del tipo a sbarra meccanica o elettrica o a dissuasori mobili, che impedisca il transito dei veicoli a motore e il perpetuarsi di atti di vandalismo e abbandono incontrollato di rifiuti, la maggior parte dei quali avviene proprio con i “favori dell’oscurità”, come rivelato altresì dalle giornate ecologiche svolte negli anni in queste zone. Seguendo questa linea di buon senso, per le zone meno frequentate, ma spesso più pregevoli e fragili, l’accesso ai mezzi a motore dovrebbe essere negato del tutto, salvo che per gli aventi diritto; ciò è l’unico modo per impedire, ad esempio, atti di bracconaggio o l’abbandono di rifiuti spesso pericolosi, registrato più volte».

Oltre a evidenziare «l’essenzialità del servizio di vigilanza, controllo e prevenzione», confermata «dai riscontri oggettivi emersi dal confronto fecondo con le guardie giurate venatorie-ambientali», MaterAzione e Brio Matera chiedono «progetti esecutivi» per la soluzione del problema dell’inquinamento del torrente Gravina, che è stato al centro di «tante denunce e incontri istituzionali» alla Regione, con «l’adeguamento effettivo del sistema di depurazione» cittadino, «il cui cattivo funzionamento – precisano le due associazioni – è tra i principali indiziati della contaminazione del corso d’acqua che attraversa il Parco». L’ennesimo appello è stato lanciato. Sarebbe ora di tradurlo in fatti operativi. Non si può tollerare che la città continui ad avere una cloaca a cielo aperto proprio nel cuore di Sassi e Murgia e che questa goda di una impunibilità incondizionata.

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