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Fede e Folklore

Tanta voglia di festa a Matera, ma il Covid fa paura

Tanta voglia di festa a Matera, ma il Covid fa paura

La tradizione sacra a Matera

Verso il 2 luglio: si sceglie in queste ore la formula per le celebrazioni della Madonna della Bruna

26 Aprile 2022

Enzo Fontanarosa

MATERA - S'ha da fare o no? Per la Solennità di Maria Santissima della Bruna, meglio segnare ancora il passo e attendere tempi migliori oppure permetterla di svolgersi in una veste riveduta e corretta? Sulla Solennità patronale il dibattito in città è aperto e continua ad alimentarsi su fronti opposti. A riaccendere la fiammata, le recenti manifestazioni devozionali in occasione del Venerdì Santo, su tutte le immagini dei sentiti e partecipati riti della Settimana santa a Taranto. Ma non sono mancate occasioni anche in diversi centri della nostra provincia, dove la tradizione è forte, ad attizzare la questione. E allora, dicono dal fronte del “sì Bruna”, quali ostacoli ci sarebbero? Stando ai tempi di preparazione della Festa dei materani, il calendario del resto fluisce impietoso e i tempi si fanno sempre più ristretti. I giorni scorrono, come i grani di un rosario che accomuna tutti nella preghiera che del 2 Luglio la cittadinanza possa riappropriarsene. Ma con il covid non ancora archiviato o, comunque, reso inoffensivo o quasi, quella che è la celebrazione tra sacro e profano in cui il concetto di distanziamento interpersonale è una mera illusione, l'ultima parola sulla possibilità di celebrarla non è né dei fedeli e né del comitato organizzatore. Come neppure della Chiesa, che ha dimostrato già nelle due edizioni trascorse in pandemia come si possa omaggiare lo stesso la Santa, poiché gli aspetti religiosi devono prevalere e sono quelli senza i quali il resto non esisterebbe.

Ma è su tutto il resto, sulla kermesse di luci, suoni, popolo che la città si arrovella e chiede lumi e soluzioni. L'ultima parola, dunque, passerebbe a Prefettura e Questura e, dunque, al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. «Stiamo dialogando frequentemente con Prefettura e Questura – spiega il sindaco Domenico Bennardi –. Nel corso degli incontri avremmo smussato alcune criticità in ordine di sicurezza, ma il condizionale è d'obbligo considerando le incertezze legate alla pandemia ancora non debellata. Una volta assodati questi aspetti legati alla sicurezza e alla sanità, la mia preoccupazione è più legata alla tempistica della organizzazione della Solennità, poiché all'associazione organizzatrice servirebbero tempi non certo ristretti per strutturare il tutto. Se il programma civile della Festa dovesse svolgersi come siamo abituati a vivere, ci saranno alcune restrizioni che la Questura ha posto, ad esempio, sui fuochi di artificio come pure sull'uso anche molto prudenziale dei cavalli che sfilano in corteo e del personale preposto all'accompagnamento del carro. A me preoccupano ora i tempi ristretti per organizzare il tutto».

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