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Appalti col massimo ribasso? «Danneggiano lavoratori e cittadini»

La Cgil di Matera si mobilita e chiede di incontrare il sindaco

comune matera

Matera - «Abbiamo appreso che il Comune di Matera ha bandito gare d’appalto per l’affidamento di servizi pubblici con il criterio del massimo ribasso invece del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. E questo ci preoccupa molto».
Eustachio Nicoletti, segretario generale Cgil Matera lancia l’allarme sui rischi che potrebbero derivare ai lavoratori per alcune scelte in materia, ad esempio, di manutenzione del verde pubblico ed altri simili servizi.

«L’applicazione del criterio di aggiudicazione al massimo ribasso, sebbene previsto dalle norme vigenti, finisce per determinare un abbassamento della tutela dei diritti dei lavoratori favorendo - dice il dirigente sindacale - le cooperative “spurie” a tutto svantaggio delle cooperative che invece rispettano i contratti collettivi nazionali». Il rischio paventato dall’organizzazione sindacale - già più volte mobilitasi per limitare i danni di simili scelte fatte anche da altri enti - è che, per abbassare i costi a carico dell’Amministrazione civica, si perdano di vista alcuni aspetti essenziali per le persone e per la stessa qualità del servizio che verrà poi fornito.

«Sappiamo benissimo - afferma Nicoletti - che il criterio del massimo ribasso negli appalti è spesso preferito dalle Amministrazioni pubbliche, perché determina una riduzione dei costi, ma questa riduzione dei costi si riverbera sui lavoratori, che vedono ridotti i loro diritti, e sugli utenti che beneficiano di servizi scadenti». 

Da qui allora la proposta della Cgil, che chiede al sindaco Domenico Bennardi un incontro urgente da estendere anche alle rappresentanze Cisl e Uil di Matera, per discutere della possibilità di firmare un protocollo d’intesa fondato su alcuni punti essenziali: responsabilità sociale; rispetto della contrattazione sottoscritta dalle Organizzazioni sindacali più rappresentative al livello nazionale; lavoro regolare e sicuro; adozione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nelle commesse di servizi e interventi ad alta intensità di lavoro; e condizioni di lavoro garantite in caso di cambio appalto per assicurare che, in caso di subentro di nuove imprese rispetto a quelle originariamente titolari dell’appalto, i subentranti assumano l’impegno di garantire la cosiddetta clausola sociale, ossia l’assunzione di tutto il personale impiegato nelle prestazioni fino a quel momento fornite dall’appaltatore uscente.

Ma non è tutto. «I soggetti che si aggiudicano le gare - conclude il segretario generale Cgil Eustachio Nicoletti -, oltre ad applicare il contratto collettivo nazionale e territoriale sottoscritto dalle organizzazioni sindacali più rappresentative nel settore di volta in volta in esame, dovranno anche garantire ai dipendenti impiegati nell’appalto condizioni normative, retributive e di tutela del rapporto di lavoro non peggiorative rispetto a quelle pre-esistenti».

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