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Trasporto pubblico

Basilicata, trasporti su gomma siamo all'anno zero

Mezzi vecchi e sovraffollati, da sempre. Nessuna soluzione

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BASILICATA - Non sono affatto lontani i tempi delle proteste per gli autobus di studenti e lavoratori troppo pieni e con tanti viaggiatori in piedi accalcati come sardine. E non sono lontani i tempi delle denunce per l'eccessiva “anzianità” dei mezzi di trasporto. Non solo si tratta di problemi, irrisolti, ancora vivi, ma ora vengono ancora di più a galla in coincidenza con le misure di prevenzione del Covid e la riapertura delle scuole. Negli ultimi anni, lontano dalla pandemia, quale genitore di studente o lavoratore pendolare non ha firmato petizioni per chiedere più sicurezza e comfort sui bus? E quando mai sono arrivate soluzioni dagli enti locali?
Chi dei passeggeri, in Basilicata, può dire di non essersi ritrovato bloccato sulla strada a causa dei guasti al motore dei pullman?
La questione trasporti, è giusto ribadirlo in questa fase di emergenza sanitaria, non è stata mai affrontata seriamente in questi anni.
Solo a fine 2019, alcuni consiglieri regionali hanno fatto sapere che in Basilicata il 90,3 per cento del totale degli autobus per il trasporto locale in circolazione è stato immatricolato prima del 2012. Un parco circolante per il trasporto pubblico locale piuttosto datato.

A livello regionale, dopo la Basilicata, la maggior percentuale di autobus immatricolati fino al 2012 si trova in Sardegna e in Calabria. 
È risaputo che gli autobus più vecchi ancora in circolazione sono dotati di dispositivi di sicurezza non aggiornati con le tecnologie più recenti e allo stesso tempo presentano livelli di emissioni di sostanze inquinanti più alti rispetto ai mezzi di ultima generazione.

Un problema, quello della vetustà del parco autobus, ammettevano lo scorso anno consiglieri regionali di maggioranza, «a cui si dovrà necessariamente porre rimedio alla luce del fatto che garantire la più totale sicurezza ai nostri cittadini è la priorità». Non di meno si sono fatti sentire alcuni parlamentari lucani (ma solo quello), che sino allo scorso anno si chiedevano: «Possono circolare nelle strade della Basilicata per il trasporto di studenti pullman costruiti ed in esercizio da 35 anni? Quali livelli di sicurezza vengono assicurati all’utenza? La Regione Basilicata quale vigilanza garantisce e quale programmazione realizza in presenza di un parco macchine così vetusto che non dovrebbe più circolare?. Dopo 35 anni di esercizio, vanno in giro mezzi usurati che non dovrebbero più avere l’autorizzazione al trasporto pubblico ed al transito». Il ministero dei Trasporti e la Regione Basilicata, negli ultimi anni, che cosa hanno fatto rispetto a queste sollecitazioni e interrogazioni? Nulla, o quasi.

Ora bisogna confrontarsi con questo problema. Ci sarà molto da fare in questi giorni, ma il tempo è davvero poco per soluzioni appropriate. Gli studenti devono prendere gli autobus per andare a scuola e i rischi sono dietro l'angolo. Paghiamo lo scotto di un problema da sempre vivo e mai affrontato con la dovuta serietà, da parte di tutti. 

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