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La battaglia Legale

Matera, l'ex casello conteso resta in mano al Comune

Sorvegliava il passaggio a livello delle ferrovie Calabro Lucane. La sentenza del Tar di Basilicata del 1° luglio ha respinto il ricorso dell’azienda ferroviaria teso ad affermare la proprietà dell’immobile

Matera, l'ex casello conteso resta in mano al Comune

MATERA - La guerra a colpi di carte bollate per l’ex casello ferroviario di via Rosselli ha un vincitore. Il Comune ha prevalso sulle Fal. A deciderlo è una sentenza del Tar di Basilicata, che il 1° luglio ha respinto un ricorso dell’azienda ferroviaria teso ad affermare la proprietà dell’immobile e di terreni adiacenti, sovrastanti la tratta metropolitana.

Fino al 1974 la ferrovia a scartamento ridotto Bari-Montalbano Jonico attraversava la città, dividendola a metà. Il treno delle allora Ferrovie Calabro Lucane correva in piano e via Annunziatella e via XX Settembre erano separate da un passaggio a livello, vigilato dal casello ferroviario. Oggi la struttura è sede di un ristorante. La linea ferroviaria è stata interrata. Fu del sindaco Franco Gallo il colpo di piccone che, 46 anni fa, diede inizio ai lavori per la costruzione di quella che fu definita la «metropolitana di Matera».

Ultimato il progetto, la Gestione commissariale governativa delle Ferrovie Calabro Lucane con la convenzione del 18 aprile 1986 concesse al Comune l’uso di superfici sovrastanti la metropolitana, per l’esattezza tra il km. 74+716 ed il km. 75+849, stabilendo però una serie di prescrizioni «per garantire la manutenzione e quindi la sicurezza della galleria e dei binari». Il 30 dicembre 1992 con delibera di Giunta municipale il Comune avviò la procedura di esproprio di alcune superfici, fra le quali rientrava il casello, per la realizzazione di via Rosselli, strada che doveva congiungere via Cererie e viale Aldo Moro. A questo scopo il 27 gennaio 1993 la delibera fu trascritta alla Conservatoria dei Registri Immobiliari e il 10 aprile 2001 il Comune corrispose all’Agenzia del Demanio 372.858.300 lire quale indennità di espropriazione. Il 31 marzo 2015 il diritto di superficie sui terreni concessi in uso con la convenzione venne trasferito gratuitamente dalla Direzione interregionale di Puglia e Basilicata dell’Agenzia del Demanio al Comune.

La battaglia legale scoppia 16 anni dopo. Una serie di azioni a catena innesca il ricorso delle Fal al Tribunale amministrativo di Basilicata. Il 6 marzo 2017 il dirigente del Settore Patrimonio del Comune comunica alle Fal di aver volturato in proprio favore, in data 29 giugno 2016, la proprietà del casello. Ma qualche giorno prima la conduttrice del ristorante, Rosalia Dilena, diffida l’azienda a restituirle le somme dei canoni di locazione corrisposti dal luglio 2016 al gennaio 2017, pari a 13.664 euro, e della cauzione versata di 4.800 euro, in quanto il Comune il 22 febbraio 2017 l’aveva incolpata di aver occupato abusivamente il casello, e non esclude di rivalersi sulle Fal per eventuali danni derivanti alla propria attività. In ultimo, il 21 aprile 2017 il dirigente del Settore Patrimonio del Comune chiede alle Fal di concordare gli atti per il subentro del Comune nel contratto di locazione e di restituire i canoni di locazione percepiti.

Nel ricorso introduttivo, depositato al Tar il 12 maggio 2017 e integrato da motivi aggiunti, le Fal chiedono fra l’altro l’annullamento degli atti relativi alla procedura di esproprio, il riconoscimento della piena disponibilità del casello ferroviario e la condanna della Direzione interregionale dell’Agenzia del Demanio e del Comune al pagamento di una indennità di 1.349.892.278 lire per il diritto di superficie del terreno che era stato trasferito gratuitamente.

Il 1° luglio, dopo che Comune e Direzione interregionale dell’Agenzia del Demanio si erano costituiti in giudizio, il Tar ha giudicato infondato il ricorso introduttivo delle Fal, in quanto la proprietà del casello è stata acquisita dal Comune prima del subentro dell’azienda alla Gestione commissariale delle Fcl, in virtù della delibera di Giunta municipale con la quale era stata disposta l’occupazione permanente dei terreni, dove si trova il casello, intestati al Demanio. I giudici del Tar hanno anche sancito che «poiché il provvedimento, trascritto nella Conservatoria dei Registri Immobiliari, assume la configurazione di un provvedimento di espropriazione definitiva», le Fal non possono vantare alcun diritto di proprietà sui terreni espropriati, dove è anche ubicato il casello, anche perché all’epoca erano di proprietà del Demanio. Il Tar invece ha giudicato illegittimi i provvedimenti con i quali la Direzione interregionale dell’Agenzia del Demanio ha ceduto gratuitamente al Comune il diritto di superficie del terreno e ha riconosciuto fondata la contestazione delle Fal secondo cui la stessa Direzione interregionale avrebbe dovuto interpellare l’azienda, «al fine di accertare se il bene immobile continuava ad assolvere una funzione istituzionale, come quella di dover effettuare l’attività di manutenzione, necessaria a garantire la prosecuzione sicura dell’esercizio ferroviario, e per intervenire in caso di incidenti o di urgenze, senza dover chiedere alcuna autorizzazione al Comune».

Ma la sentenza del Tar pur dirimendo il caso fa esplodere una «bolla» di insufficienze e superficialità nella gestione di beni pubblici oltre a mettere a nudo una carenza di comunicazione tra enti. Ognuno ha qualcosa da farsi perdonare. Le Fal hanno ignorato per anni la delibera della Giunta comunale del 1992 che avviò la procedura di esproprio del casello e di terreni adiacenti e l’hanno impugnata solo nell’aprile 2017, dopo una istanza di accesso agli atti. Il Comune, pur occupando il casello da 27 anni, dopo la trascrizione alla Conservatoria dei Registri Immobiliari, si è mosso soltanto negli ultimi quattro anni per mettere a posto le carte e soltanto dopo sei mesi si è accorto che la titolare del ristorante pagava il canone di locazione alle Fal. L’ufficio periferico del Demanio, infine, trasferì gratuitamente al Comune un diritto di superficie che non poteva decidere senza il consenso del gestore. La titolare del ristorante si è ritrovata schiacciata in questa guerra fra titani. Con quali contraccolpi?

(foto Genovese)

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