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Montalbano Jonico, la crisi irrigua spinge gli agricoltori in piazza

Consiglieri comunali e sindaco hanno invitato sul posto Bardi, Fanelli e i commissaridi Ente Irrigazione e Consorzio di bonifica

Montalbano Jonico,  la crisi irrigua spinge gli agricoltori in piazza

Montalbano Jonico - Se gli enti competenti non interverranno c’è il serio rischio che gli imprenditori agricoli scendano in piazza. Creando assembramenti e, dunque, contravvenendo alle prescrizioni anti Covid 19. Il Metapontino e, segnatamente, Montalbano Jonico, rischia di infiammarsi a causa dell’emergenza irrigua che potrebbe mettere in ginocchio tutto il settore, con particolare riferimento alla coltivazione di drupacee. Anche per questo, il Consiglio comunale del centro di Francesco Lomonaco si è autoconvocato. Per segnalare che l’Ente irrigazione «è inadempiente». Lo hanno comunicato i consiglieri comunali Vincenzo Devincenzis, Leonardo Giordano e Marcello Maffia, che hanno inoltrato esplicita richiesta al presidente della massima assemblea cittadina, Franco Gioia, e al sindaco, Piero Marrese.

Frattanto, ieri mattina è andata in scena una riunione dei capigruppo consiliari, preliminare al Consiglio comunale che si terrà, verosimilmente, domani «data la gravità dell’emergenza irrigua nelle campagne montalbanesi e metapontine». Nel dettaglio, i consiglieri comunali, supportati dal sindaco Marrese, hanno invitato a Montalbano Jonico il presidente della Regione, Vito Bardi, l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Fanelli, e i commissari dell’Ente Irrigazione di Puglia, Basilicata e Irpinia e del Consorzio di bonifica. Oggetto della convocazione la «risoluzione incisiva del problema. A tal fine – hanno reso noto da Montalbano Jonico – il Consiglio comunale intende rimanere aperto ad interim in attesa dell’incontro». I motivi sono noti da tempo. «Le inadempienze dell’Eipli per le mancate riparazioni della guaina bituminosa della diga di Senise e della paratia di fondo del Pertusillo. A Senise, per tali inadempienze, è stata dimezzata la capacità di invasamento, passata da 480 a 240 milioni di metri cubi di acqua. La Basilicata, fornitrice di acqua, diventa così regione con perenne emergenza idrica.

L’Eipli, con sede a Bari, rimane a servizio prevalente della Puglia e dell’Acquedotto pugliese, ma non può ignorare la condizione emergenziale delle terre lucane e deve farsene carico, riducendo le portate per la Puglia e fornendo il quantitativo necessario alle aziende agricole metapontine e lucane». Marrese condivide: «C’è preoccupazione tra gli operatori del settore perché già la siccità e poi l’emergenza sanitaria hanno messo in ginocchio un settore in perenne crisi. Ora si aggiunge anche l’emergenza idrica e il timore è che gli agricoltori scendano in piazza con tutti i rischi del caso in ottica Coronavirus».

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