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POTENZA -  Terzo giorno di fila senza alcun contagio da coronavirus in Basilicata. Ieri - secondo quanto reso noto dalla task force regionale - nessun caso positivo è stato riscontrato su 656 tamponi analizzati. Attualmente i malati sono 145 (sette in meno di ieri) e i guariti 210 (sei in più di ieri), mentre le vittime sono salite da 26 a 27: ieri è morto un anziano di Bernalda (Matera). Le persone ricoverate sono 46, delle quali solo una in terapia intensiva. 

IL BOLLETTINO - Ai 145 positivi vanno aggiunti nel complesso 27 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi, 1 di Aliano, 1 di Bernalda), 210 guariti, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Padula riscontrato dal San Carlo e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove si trovano in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 17.433  tamponi, di cui 17.032 risultati negativi.

Attualmente i pazienti ricoverati presso strutture ospedaliere lucane (Azienda ospedaliera San Carlo e Ospedale Madonna delle Grazie) sono 46 così suddivisi: Azienda ospedaliera San Carlo: malattie infettive 10, terapia intensiva 0, pneumologia 6; Ospedale Madonna delle Grazie: malattie infettive 28, terapia intensiva 1, pneumologia 1. I lucani in isolamento domiciliare sono 99.

L'APPELLO DEI SINDACATI - «Occorre far ripartire con estrema urgenza i servizi socio-assistenziali e socio-educativi interrotti nella prima fase dell’emergenza covid-19": lo hanno scritto i segretari lucani di Cgil, Cisl e Uil - Angelo Summa, Enrico Gambardella e Vincenzo Tortorelli - in una lettera inviata al governatore Vito Bardi, all’assessore regionale alla salute, Rocco Leone, e al responsabile della task force sull'emergenza coronavirus, Ernesto Esposito.
I rappresentanti sindacali hanno evidenziato che «le famiglie più fragili e in difficoltà in queste hanno subito un duro contraccolpo, vedendosi abbandonate a se stesse, e gli stessi lavoratori operanti nel privato sociale sono stati lasciati a casa».
Secondo Cgil, Cisl e Uil, «è' imprescindibile che la Regione Basilicata attivi il confronto con le organizzazioni sindacali e datoriali ed emani delle linee guida ai comuni capofila, perché la gestione dei servizi alla persona non può essere lasciata ai singoli territori, creando disuguaglianze tra i fruitori del servizio e di riflesso tra i lavoratori, minando ancor più la tenuta dei livelli essenziali di assistenza e del welfare locale. Occorre - hanno aggiunto i segretari regionali - invece ricostruire un sistema di welfare e di convivenza sociale fondato sul diritto a vivere in modo autonomo e libero, possibilmente a casa propria, e comunque contrastando le tendenze ad istituzionalizzare in strutture le persone anziane e disabili. La drammatica emergenza in atto ha dimostrato che, al di là delle intenzioni e dell’impegno dei singoli operatori, occorre ripensare e superare le forme di 'residenzialità pesantè a favore - hanno concluso Summa, Gambardella e Tortorelli - di nuove forme di assistenza domiciliare e di welfare di comunità». 

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