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«La direttrice tirrenica è la più utilizzata per raggiungere Matera»

Pavese torna sul ruolo strategico della stazione di Ferrandina e del completamento della linea su rotaia per Matera

Matera 2019: bus per stazione di Ferrandina a rischio

MATERA -  «Al di là di quello che si possa pensare la direttrice più utilizzata per arrivare e partire in treno dalla città dei Sassi è quella tirrenica». A dichiararlo è Nicola Pavese, presidente dell’Associazione Matera Ferrovia Nazionale sostenendo che la stessa direttrice tirrenica «si raggiunge via Ferrandina e lungo la dorsale basentana a Salerno, capolinea dell’Alta Velocità da/per il Centro-Nord. Da una nostra indagine, infatti, risulta che la dorsale adriatica (via Bari) è poco frequentata da chi viaggia con le ferrovie, cosa che viene confermata dai FrecciaLink Matera-Bari, poco utilizzati dai viaggiatori, rispetto ai FrecciaLink Matera-Potenza-Salerno, sia di Trenitalia che di ItaloBus. Questo basta per capire l’importanza della costruenda tratta Ferrandina-Matera, sulla quale c’è chi (in preda ad una stereotipata sudditanza verso il capoluogo pugliese e ignaro dei radicali cambiamenti della Rete ferroviaria nazionale dell'ultimo decennio) avanza dubbi e supposizioni circa la sua utilità. Valutazioni - prosegue Pavese - evidentemente frutto di immotivati pregiudizi di antica data, forse “suggeriti” da qualcuno che le Ferrovie dello Stato a Matera non le vuole (!) al fine di poter coltivare interessi personali e di bottega, con cinismo, incurante, invece, dei fabbisogni della collettività, delle future generazioni e delle attività socio-economiche legate al turismo, al commercio, alle produzioni e alle esportazioni con l'interscambio ferro-mare.

Cogliamo l’occasione per ricordare che, come illustrato a Matera nel 2017 da Maurizio Gentile (AD di Rete Ferroviaria), i primi collegamenti diretti riguarderanno le relazioni Matera-Salerno (8 coppie di treni al giorno), Matera-Potenza (10 coppie di treni) e Matera-Taranto (8 coppie di treni), con possibilità di poter realizzare anche i collegamenti diretti Matera-Ferrandina-Taranto-Brindisi-Lecce. Quindi non semplici navette locali come ai tempi delle Ferrovie Calabro Lucane che erano ben altra cosa rispetto a quello che si sta realizzando. Sembra poco rispetto all’isolamento attuale? C’è da sottolineare, inoltre, che a Matera, per il tipo di infrastruttura che si sta costruendo da La Martella alla Val Basento (12 minuti di percorrenza) potranno arrivare anche le “Frecce” di Trenitalia, realizzando collegamenti diretti e veloci dalla Città dei Sassi con Napoli-Roma-Firenze-Bologna-Milano (via Ferrandina-Potenza). Sembra ancora poco? È chiaro che tali programmi richiedono anche l’ammodernamento e la velocizzazione della Taranto-Potenza-Battipaglia (in parte già finanziati) che essendo una ferrovia che supera i 1.000 metri di altitudine (nel Potentino) non potrà essere mai “particolarmente veloce”. Per il collegamento su gomma da Matera alla stazione di Ferrandina-Scalo Matera, sul quale si avanzano dubbi con una narrazione assolutamente fuorviante e lontana dalla realtà, si parla di navette poco usate dall’utenza. Non si evidenziano, invece, le difficoltà degli utenti causati proprio da un servizio su gomma spesso carente e inadeguato perché non effettuato in corrispondenza dei treni soprattutto a lunga percorrenza e quindi senza i requisiti minimi per essere prese in considerazione. Nella stazione di Ferrandina- scalo Matera, infatti, è possibile raccogliere testimonianze dirette e lamentele in proposito di chi viaggia e da parte di chi quotidianamente vi lavora e assiste alla delusione e al disappunto dei viaggiatori e dei turisti che arrivano per visitare Matera. Gente che rimane, spesso, appiedata e abbandonata. Una situazione dunque inaccettabile che penalizza i materani (costretti a usare spesso la propria auto), ma ad essere beffati e male accolti sono anche i turisti italiani e stranieri sorpresi da tanta superficialità. Qualche domanda: perché si è creata, con le 4 corse aggiuntive finanziate per Matera 2019, una inutile sovrapposizione tra Cotrab e Fal, pur in presenza di quest’ultima azienda che da sempre espleta il servizio da/per Ferrandina Scalo e che quindi avrebbe dovuto semplicemente implementare le proprie corse? E cosa dire, nonostante le ripetute richieste, della mancanza di orari e di paline informative nella stazione di Ferrandina-Scalo Matera che trasforma in una autentica “avventura” il viaggio verso la Città dei Sassi? Circa la ventilata poca frequenza di viaggiatori, a smentire i denigratori sono le diverse fotografie pubblicate dai giornali lucani e dai social. I viaggiatori ci sono e quella di Ferrandina-Scalo Matera non è più una stazione deserta e poco frequentata. Dove tra l’altro RFI sta facendo investimenti importanti per ammodernarla e renderla sempre più funzionale e rispondente alle attese dell’utenza. Inoltre, proprio la Fondazione Matera 2019, all’interno del Bar Ristoro “Bascalo Cafè”, ha allestito un punto informativo per promuovere le manifestazioni in programma realizzando anche alcuni murales e “Matera Ferrovia Nazionale” spesso realizza apprezzati incontri culturali e dibattiti confermando il rilancio e la rivitalizzazione della suddetta stazione. C’è da mettere in evidenza, invece, la perdurante inadeguatezza del servizio su gomma gestito e pagato da diversi mesi dalla Provincia di Matera con danaro pubblico e danno di immagine e con probabile danno erariale, come non pochi utenti ipotizzano».

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