Domenica 19 Settembre 2021 | 09:14

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

vendemmia 2019

Basilicata, trend calo produttivo compensato da vini di alta qualità

Vendemmia tardiva, anche se tra Matera e il Metapontino le uve sono già diventate mosto

«Bere consapevole» e buon vino

È tempo di vendemmia sul territorio lucano. Se nel Materano e nel Metapontino il lavoro è ormai completato, è nelle zone del Grottino e del Vulture-Melfese che adesso si passa alla prima fase del processo di vinificazione, tra i profumi delle uve e del mosto. Se non può essere stilato ancora un bilancio definitivo, le prospettive dell’annata 2019 sono ben lusinghiere, sotto l’aspetto della qualità. C’è un calo nella produzione delle uve, che sarà appunto ridotta rispetto allo scorso anno, che per tanti versi fu straordinaria. Le cause andrebbero ricercate nella variabilità climatica e il caldo intenso, le cui condizioni sono state di gran lunga meno favorevoli perché si ripetesse il binomio tra abbondante vendemmia ed eccellente qualità dei vini del 2018.
«Sul nostro territorio il calo della produzione si stima intorno al 20 per cento circa. Ma la qualità è sicuramente ottima», spiega Francesco Battifarano, titolare della omonima azienda vitivinicola di Nova Siri, nonché presidente di Confagricoltura Basilicata Unione regionale agricoltori. È, inoltre, vicepresidente del Consorzio Matera Doc.

«Un calo produttivo – riprende – dovuto all’andamento molto caldo della stagione appena trascorsa. La qualità però è ottima, di quelle importanti che ne capitano una ogni 5-10 anni, soprattutto nell'area della Matera Doc». Le previsioni, però, sono buone «anche per il resto della regione, dove in parte la raccolta in quanto sono aree più tardive, le premesse sono equivalenti, dal punto di vista della qualità. Eccetto piccoli areali grandinati, che rappresentano sempre dei danni puntiformi, diffusamente ribadisco che è una buona annata»

La vendemmia dell’azienda Battifarano è incentrata «su quattro tipologie principali: in particolare Matera Doc, Primitivo, Greco, Moro e Moro Riserva». In generale, le produzioni vinicole lucane sono sempre legate alla qualità, «essendo il nostro settore vitivinicolo che si basa su vecchie quote, quindi è impossibile aumentare, per la normativa europea, il numero degli ettari a vigneto se non maniera molto esigua. In pratica, possono esserci solo 50 ettari di vigneto l’anno, in tutta la Basilicata, in più rispetto a quelli che già sono esistenti».

Nell’area della Matera Doc sono attive «circa 20 aziende, che completano la filiera, cioè sono produttrici di uva, la trasformano e la imbottigliano e, quindi, hanno pure la cantina. Poi ci sono un centinaio di semplici vinificatori, che vendono solo le uve. È un settore piccolo, dovuto al fatto che si è fatto il blocco dei nuovi impianti negli anni ‘70, periodo in cui vi era stato un forte espianto di vigneti. Ciò perché, soprattutto nel Metapontino, si stava dando spazio alla frutta, prima gli agrumi poi le drupacee, colture che erano più redditizie. La vigna, invece, ha una redditività di lungo periodo, in quanto durerà almeno 40-50 anni e i produttori hanno trovato sfogo non tanto nella vendita dell'uva ma nella trasformazione, imbottigliamento, valorizzazione e marketing del prodotto. È una attività, oggi, di agricoltura avanzata che non può fermarsi alla sola attività strettamente agricola ma a quella agrindustriale ad essa connessa».

Guardando in prospettiva il settore, «in quasi tutte le aziende c’è un ricambio generazionale perché l’attività vitivinicola è affascinante e, quindi, nelle giovani generazioni di produttori c’è voglia di conseguire una attività che non è strettamente legata alla sola produzione dell’uva. Si guarda alla affermazione di un proprio marchio commerciale. Si è legati a un universo di contatti molto dinamico. Oggi non bisogna essere solo dei buoni agricoltori ma sapere di mercato, trasformazioni, industria enologica, servono tante competenze in questo mondo».

Battifarano, poi, esprime una opinione sul modello di sviluppo della Matera Doc o meglio «sulla bocciatura, a inizio del mese, da parte dell’Ente Regione, della filiera dei vini di qualità della Basilicata, in cui ci sono aziende di Matera, dell’area del Grottino e del Vulture. È la negazione di un modello di sviluppo, volerne imporre uno che non è reale sul territorio. Non comprendo come mai si facciano bandi che non sortiscono effetti sul modello di impresa prevalente. Questo ci costringerà a ricorrere al Tar. Mi spiace dire che la burocrazia genera situazioni quanto mai lontane dalla realtà senza adattarvi le norme alla realtà imprenditoriale».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie