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Matera, tra le grandi opere incompiute pure fogne e un cimitero

Non solo la Ferrandina-Matera nella lista nera del ministero

Matera, tra le grandi opere incompiute pure fogne e un cimitero

MATERA - L’ormai conosciuta in tutto il mondo tratta ferroviaria Ferrandina-Matera, ma anche il collettore fognario del torrente Pescogrosso e la costruzione della rete idrica, fognante e dell’impianto depurativo a Caprarico, entrambi nel Comune di Tursi. Per non tacere del cimitero in località Peschiera, a Craco. Sono queste, stando a quanto pubblicato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le opere pubbliche ancora incompiute nel Materano.

Lo si evince dall’aggiornamento del 2019 (riferito, però, all’anno 2018) dell’Anagrafe delle Opere pubbliche Incompiute di interesse nazionale che, come detto, il ministero ha reso noto da qualche giorno: per la Basilicata in generale, c’è un dato in lieve miglioramento visto che, rispetto al 2017, nell’Anagrafe ci sono tre opere incompiute in meno. C’è poco da gioire, però, visto che la tratta ferroviaria Ferrandina-Matera e la mancanza delle fogne a Caprarico, che è una frazione di Tursi, hanno fatto balzare la provincia di Matera agli “onori” della cronaca: a livello nazionale, infatti, queste due opere pubbliche incompiute sono citate quali esempi. Non certo virtuosi.

Per la Ferrandina-Matera l’Anagrafe attesta una percentuale di lavori eseguiti pari appena all’11,99 per cento. Per Caprarico, invece, va anche peggio, visto che siamo al 5,69 per cento. Insomma, poco più che la fatidica “prima pietra”. Per quanto riguarda Craco i lavori per la realizzazione del nuovo cimitero vengono dati all’8,99 per cento e, infine, per il torrente Pescogrosso di Tursi il ministero parla di una percentuale pari al 61,99 per cento. Più in generale, allargando la visuale a tutto il Belpaese, i dati evidenziano che, rispetto all’anno precedente, c’è stata una contrazione del numero delle opere incompiute, che si sono ridotte da 752 a 647 (- 105 opere, pari a - 14 per cento), confermando una ripresa a completamento delle opere, già registrata lo scorso anno.

Secondo uno studio del Codacons, le lungaggini e le modifiche in corso d’opera sono costate circa 4 miliardi di euro, pari a 166 euro per ogni famiglia italiana. Ma non è tutto, perché, per portare a termine siffatte infrastrutture servirebbero 1,4 miliardi di euro.

Ma quali sono, in generale, le opere incompiute? Gli esempi si sprecano, dalle autostrade che non portano da nessuna parte, alle ferrovie senza binari (come, appunto, la Matera-Ferrandina), dighe inutilizzate, per finire alle scuole. Insomma, di tutto e di più, a conferma che l’Italia è la patria dei poeti e dei navigatori, ma anche, e forse soprattutto, della burocrazia e dei soldi pubblici sperperati. Che si traducono in opere incompiute, con annessi disagi, debiti e, a volte, scandali giudiziari. Siamo, dunque, la patria del tutto è possibile purché qualcuno ci guadagni. Che, molto spesso, sono i soliti noti, con la politica che quasi mai può dirsi incolpevole.

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