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Omicidio stradale

Lecce, il bulgaro ubriaco
che ha ucciso il 63enne
era anche senza patente

L'esito delle indagini della Polizia stradale del tragico incidente avvenuto in viale Marche. L'auto probabilmente era anche rubata

Scooter travolto da un'auto a Lecce muore 60enne, gravissimo 17enne Un bulgaro indagato per omicidio

Il luogo del tragico incidente in viale Marche (foto Toma)

Si aggrava la posizione di TRAYKOV Marin, il 35enne di origini bulgare arrestato per omicidio stradale con l’accusa di aver provocato, alla guida della sua Bmw, ed in stato di ebbrezza alcolica, l’incidente in cui ha perso la vita il 60enne Albino Saracino, e in cui è rimasto gravemente ferito il figlio Davide.

Le indagini della Polizia stradale di Lecce hanno consentito di accertare che il cittadino bulgaro, risultato essere positivo all’abuso di sostanze alcoliche, non aveva alcun titolo a guidare il veicolo con il quale causava il sinistro stradale, non avendo mai conseguito la patente di guida. Difatti, il documento di guida “Provisional Driving Licence” (licenza provvisoria di guida) esibita dallo stesso, veniva rilasciato al TRAYKOV dalla competente autorità britannica, a titolo di patente di guida provvisoria, titolo prodromico all’apprendimento alla guida su territorio britannico, e che non dà alcun diritto all’interessato di guidare al di fuori del Regno Unito. Il documento in oggetto, quindi, non corrisponde in alcun modo ad una licenza internazionale o comunque valida al di fuori del Regno Unito.

Altro elemento scaturito dall’attività di indagine, ma non di secondaria importanza, è quello emerso dai rilievi tecnici effettuati sull’autovettura BMW 530 D, alla cui guida si trovava TRAYKOV Marin; sul veicolo veniva rilevata la abrasione della matricola impressa sull’organo motore, operazione questa tesa ad ostacolarne la reale identificazione e, di conseguenza, la provenienza dello stesso, presumibilmente delittuosa. Per questo motivo si procedeva al sequestro dell’intera autovettura, ritenendo il TRAYKOV altresì responsabile del delitto di riciclaggio.

Per quel che attiene, infine, alla presenza del cittadino bulgaro sul territorio italiano, è stato accertato che l'uomo svolge l’attività del commercio di veicoli usati utilizzando, quale base operativa per il deposito dei veicoli che intendeva commercializzare, un box di pertinenza dell’appartamento sito in Calimera, in cui risulta coabitare con la sorella, ma, spesso, utilizzato per parcheggiare le autovetture direttamente lungo la strada adiacente il condominio in questione. Attività, questa, che esercitava senza essere in possesso di alcun titolo autorizzativo, motivo per il quale il cittadino bulgaro è stato anche multato.

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