Martedì 22 Gennaio 2019 | 15:45

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violenza a porto cesareo

Trascinato in un casolare
e picchiato a sangue, è grave

La vittima è un operaio di 33 anni. Identificati i tre autori del pestaggio

carabinieri

di GIANFRANCO LATTANTE

PORTO CESAREO - Pestato a sangue e abbandonato nudo in un casolare. Lo hanno incappucciato, minacciato con una pistola e colpito con calci, pugni e una spranga. La scena sembra essere uscita dalle fiction televisive. Qualcosa di simile si vede in «Gomorra» o in «Romanzo criminale». Ma stavolta è tutto vero. D.P. operaio di 33 anni di Porto Cesareo, ora è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale «Vito Fazzi». La sua vita non è in pericolo. Le conseguenze della brutale aggressione sono serie: trauma toracico, sospetta perforazione di un polmone, ferita lacero contusa al capo, due dita fratturate.

L’episodio è avvenuto mercoledì sera intorno alle 21.30. La ricostruzione dei fatti è ancora parziale. Manca qualche tassello al puzzle che i carabinieri stanno ricostruendo.

L’operaio, insieme con la compagna, era in un bar di Porto Cesareo. Si sono presentati due giovani con i quali, poi, il 33enne è uscito dal locale. È salito a bordo della sua auto, si è messo alla guida e si è allontanato. Probabilmente con un pretesto, oppure sotto minaccia, è stato convinto a recarsi in periferia, in una zona di campagna. Vicino a un casolare, poi, è spuntato un terzo soggetto. La situazione sarebbe degenerata. L’operaio, minacciato con una pistola, e stato trascinato nel casolare, incappucciato e denudato. I tre si sono accaniti contro di lui colpendolo con calci, pugni e con una spranga.

Finita l’aggressione, l’operaio è stato lasciato per terra, mentre gli autori del pestaggio si sono allontanati a bordo di una vettura. Rimasto solo, il 33enne ha raccolto le forze, ha afferrato il suo cellulare e ha dato l’allarme.

Gli amici, dopo aver prestato i primi soccorsi, lo hanno accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Copertino. Poco dopo, informati dal personale medico, sono giunti anche i carabinieri della tenenza di Copertino, diretti dal luogotenente Salvatore Giannuzzi. Le dichiarazioni raccolte sul posto hanno consentito di avere le prime informazioni sull’accaduto e di maturare i sospetti sugli autori del pestaggio. Le indicazioni sono state condivise con i carabinieri di Porto Cesareo e della Compagnia di Campi Salentina, coordinati dal capitano Alan Trucchi. Nelle ore successive sono state eseguite anche perquisizioni: ma i sospettati non erano in casa.

Il movente non è chiaro. Potrebbe avere a che fare con un possibile screzio con uno dei tre componenti del branco. Un soggetto sarebbe stato indicato come il responsabile di un furto messo a segno tempo fa ai danni di un parente della vittima.

L’attività investigativa è coordinata dalla Procura. Al vaglio del magistrato i reati che si potrebbero configurare: sequestro di persona, tentato omicidio o lesioni gravissime, porto e detenzione di una pistola.

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