Ha chiesto di patteggiare in appello una pena di un anno e due mesi, in continuazione con quella (già scontata) a quattro anni e 4 mesi. In questo modo l’ex capo della Protezione civile pugliese, Mario Lerario, prova a evitare di tornare in carcere.
Nel processo di appello per la tangente da 35mila euro ricevuta da un imprenditore di Giovinazzo, Antonio Illuzzi, a fronte di una condanna in primo grado a 5 anni e 4 mesi in abbreviato, i difensori di Lerario (Michele Laforgia e Paola Avitabile) hanno rinunciato ai «motivi» concordando con la Procura generale una condanna che andrebbe in continuazione con quella riportata per le due tangenti da 20mila e da 10mila euro, per le quali Lerario fu arrestato in flagranza il 23 dicembre 2021. La Corte d’appello ha rinviato all’11 febbraio per la discussione della difesa di Illuzzi (quattro anni in primo grado). A carico di Lerario è pendente in primo grado anche il processo che riguarda il presunto appalto truccato per l’ospedale Covid della Fiera del Levante.
Mario Lerario
In appello si vogliono concordare 14 mesi in continuazione con l'altra condanna
Mercoledì 28 Gennaio 2026, 19:49
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