Martedì 03 Marzo 2026 | 17:42

Bazzani: «Il Lecce squadra organizzata, con la Cremonese partita della verità»

Bazzani: «Il Lecce squadra organizzata, con la Cremonese partita della verità»

Bazzani: «Il Lecce squadra organizzata, con la Cremonese partita della verità»

 
Antonio Calò

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Antonio Calò

Bazzani: «Il Lecce squadra organizzata, con la Cremonese partita della verità»

Il commentatore tecnico di Dazn ha visto all’opera il Lecce nelle ultime tre gare disputate: «Domenica per i salentini un cruciale test salvezza»

Martedì 03 Marzo 2026, 14:43

Ha visto all’opera il Lecce nelle ultime tre gare disputate contro Cagliari, Inter e Como, Fabio Bazzani, da commentatore tecnico di Dazn, dopo averlo seguito in altre precedenti partite. L’ex centravanti, tra le altre, di Sampdoria, Lazio, Brescia, Perugia, Pescara e Spal, ha quindi avuto modo di farsi un’idea ben precisa sulla formazione salentina allenata da Eusebio Di Francesco.

«Quella giallorossa è una squadra organizzata, con una sua identità, che ha personalità ed una buona solidità nella fase di non possesso, capace di rispondere colpo su colpo agli avversari - afferma Bazzani -. Paga le difficoltà che incontra ad andare in gol. L’arrivo di Gandelman ha dato senz’altro una mano importante, ma in questo ultimo scorcio di torneo sarà necessario che qualche rete venga garantita anche dalle punte centrali».

I match contro Cagliari, Inter e Como, ai quali ha assistito, si sono dipanati in maniera assai differente l’uno dall’altro: «È così, ma era diversa la caratura dei rivali. In Sardegna, il Lecce ha sfoderato una prestazione di grande personalità, dimostrando di sapere bene cosa fare, soprattutto nella ripresa, giocata benissimo. Contro la capolista ha tenuto botta per 75’ al cospetto di un complesso che, contro le compagini della seconda metà della graduatoria, gestisce le gare con autorevolezza. Sul terreno dei lariani, dopo avere iniziato bene, portandosi in vantaggio, è stato penalizzato da sbavature nella fase difensiva che non commetteva in questa maniera da diverso tempo. Sul primo gol ha pagato il mismatch che si creava sulla destra della propria retroguardia, quando Siebert era costretto ad allargarsi e ad affrontare nell’uno contro uno Jesus Rodriguez, che ha ben altro passo. Poi Di Francesco ha posto rimedio a questa situazione, tenendo più bloccato Veiga, ma i salentini hanno incassato la seconda rete, facendosi prendere d’infilata dopo una palla persa a centrocampo, e la terza sugli sviluppi di un calcio piazzato che doveva essere “letto” meglio». Proprio il gol del 3-1 ha fatto arrabbiare l’allenatore pescarese: «Lo capisco in pieno perché è giunto come conseguenza di una disattenzione molto grave ed ha indirizzato in maniera definitiva il risultato - osserva Bazzani -. Sul 2-1 si poteva ancora sperare di riequilibrare le sorti della contesa, mentre dopo la terza rete le chance di cambiare l’esito della partita si sono ridotte al lumicino, anche per il contraccolpo psicologico subito. A Como, il Lecce non ha avuto quella “percezione del pericolo”, che è indispensabile per poterlo prevenire in maniera efficace. Tutto ciò al di là del gap tecnico innegabile che esiste tra lariani e salentini. Ma penso dipenda anche dalla relativa inesperienza, a livello di massima serie, di alcuni dei calciatori giallorossi».

Domenica prossima, alle 12.30, il calendario della ventottesima giornata riserverà al club presieduto da Saverio Sticchi Damiani lo scontro diretto casalingo con la Cremonese, team con il quale il Lecce è appaiato a quota 24. Uno snodo cruciale nell’economia della bagarre-salvezza: «La sfida ha un valore enorme per entrambe le contendenti. Dopo il confronto con i grigiorossi, tra l’altro, Falcone e compagni dovranno fare i conti con Napoli e Roma in trasferta, Atalanta, al “Via del Mare”, e Bologna, in campo avverso. L’esito del prossimo match è quindi fondamentale anche perché, per i salentini, le quattro gare seguenti saranno molto complicate per lo spessore delle avversarie».

La Cremonese ha offerto una buona prova contro il Milan, ma ha comunque perso per 2-0, subendo due gol nelle battute conclusive: «Nello scontro diretto non conterà quanto hanno messo in mostra i due schieramenti nel turno archiviato. Determinante si rivelerà l’aspetto emotivo. Sarà importante dimostrare di avere tanta personalità, ma anche la capacità di mantenere i nervi saldi nelle varie fasi della sfida, di non farsi prendere dall’ansia e di avere coraggio. Per i giallorossi, giocare al “Via del Mare”, contando sulla spinta del pubblico, è senza dubbio un vantaggio».

Molti osservatori ritengono che, da qui alla fine del campionato, a contendersi quel quart’ultimo posto che garantisce la permanenza saranno proprio Lecce e Cremonese: «È un discorso prematuro. Si dice che la Fiorentina vanti un organico di ben altro livello ed è vero. Ma dovrà dimostrare sul campo di potersi tirare presto fuori dalla bagarre. Inoltre, il Genoa è lì, a sole tre lunghezze. Né chi è qualche punto più avanti può sentirsi al sicuro prima di avere l’ausilio dell’aritmetica, anche se il Torino, con la scossa determinata dal cambio di allenatore e la caratura della rosa, ha tutto per allungare».

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