Mercoledì 25 Febbraio 2026 | 15:46

Università del Salento, la visione di Aiello: ricerca, Cell factory e sguardo all’Europa

Università del Salento, la visione di Aiello: ricerca, Cell factory e sguardo all’Europa

Università del Salento, la visione di Aiello: ricerca, Cell factory e sguardo all’Europa

 
Maddalena Mongiò

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Maddalena Mongiò

Università del Salento, la visione di Aiello: ricerca, Cell factory e sguardo all’Europa

Prima cerimonia per la rettrice: tre soli interventi e appello ai giovani. Assente la delegata del ministro, il suo messaggio pubblicato sul sito ma non letto

Mercoledì 25 Febbraio 2026, 13:35

L’intelligenza artificiale per intercettare in tempo reale bandi, call e opportunità; Sirius, rete integrata per competere a livello europeo, la costruzione della prima Cell Factory del Sud Italia, ma anche attenzione alla didattica e l’auspicio di avere presto il Policlinico universitario. Questo in pillole il discorso della rettrice Maria Antonietta Aiello alla sua prima cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, che si è tenuta ieri mattina al Centro Congressi di Ecotekne. Un discorso che le è valsa una lunga standing ovation. Quando ha preso la parola, in sala il silenzio era denso di attesa. Non si è trattato solo del momento inaugurale dell’anno accademico 2025/2026, il 71° dalla sua fondazione, ma l’avvio di un percorso che l’Università del Salento sceglie di affrontare con determinazione e coraggio, in un tempo attraversato da trasformazioni rapide e complesse. «Lavorare insieme, lavorare in squadra è l’unica strada possibile», ha affermato Aiello aprendo il suo intervento, ricordando che l’Ateneo è oggi chiamato a interpretare e guidare il cambiamento, non a subirlo.

Una cerimonia che Aiello ha rivoluzionato nel rito, rispetto alle passate edizioni. Sul palco la governance di Ateneo, solo tre discorsi: oltre alla rettrice, hanno parlato il presidente del Consiglio degli studenti, Enrico Greco, e il presidente della Consulta del personale tecnico smministrativo, Danilo Migoni. Tagliato il tradizionale discorso del direttore generale. Una certa irritazione è trapelata per l’assenza di Alessandra Gallone, delegato del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Non pare un caso, infatti, che il messaggio inviato da Gallone non sia stato letto rimandando al sito istituzionale dove è stato pubblicato.

La rettrice ha tracciato una visione chiara: un’università che si fonda sulla forza della ricerca, motore pulsante dei suoi nove Dipartimenti e dei 78 corsi di laurea; un ateneo che investe in infrastrutture, talenti, interdisciplinarità e internazionalizzazione; un luogo che guarda al futuro con una strategia di sistema. Aiello ha presentato il modello Sirius, una rete integrata di laboratori e competenze pensata per rendere l’Università competitiva a livello europeo e ricordato i successi ottenuti nel bando FIS 3, che ha portato a Lecce quasi sei milioni di euro per «cinque progetti di ricerca fondamentale caratterizzati da elevata qualità scientifica, originalità e potenziale di progresso nelle conoscenze in ambiti come la salute, il clima e l’ambiente, l’intelligenza artificiale e i beni culturali. È la prova che la nostra qualità scientifica è già elevata; con le azioni che stiamo mettendo in campo, vogliamo renderla strutturale».

Tra i progetti più ambiziosi, spiccano la nascita del Polo sanitario e la costruzione della prima Cell Factory del Sud Italia, un’officina farmaceutica avanzata dedicata alle terapie per la cura dei tumori mediante terapie geniche avanzate basate su cellule CAR-T. Il progetto, coordinato dalla Regione Puglia, vede coinvolti, oltre al nostro Dipartimento di Medicina sperimentale, anche l’Università di Bari, l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, la Fondazione Policlinico Gemelli e i principali poli ospedalieri pugliesi.

A darle voce accanto, il presidente della Consulta Pts Danilo Migoni che ha sottolineato le difficoltà di un sistema universitario sottoposto a definanziamento strutturale, precarietà diffusa e carenza di investimenti. Ha invitato a difendere la libertà accademica come argine ai populismi e all’antiscientismo, e ricordato come la dignità dei lavoratori della conoscenza sia messa alla prova dalla compressione salariale e dall’aumento delle disuguaglianze. «La solidità del nostro Ateneo va fondata sulla comunione di intenti, non su un’arena di conflitti», ha affermato chiedendo processi partecipati, trasparenza e politiche di benessere che coinvolgano tutta la comunità universitaria.
Il momento più alto, come in ogni cerimonia d’inaugurazione che si rispetti, si è toccato con l’attesa lectio magistralis dell’astrofisica Jocelyn Bell Burnell, pioniera della scoperta delle pulsar. Una presenza che, come ha ricordato Aiello, ha portato a Lecce un messaggio potente per le studentesse e gli studenti: la ricerca nasce da curiosità, rigore e perseveranza, e la scienza non conosce confini.
A portare l’abbraccio istituzionale della Regione, il presidente Antonio Decaro, che ha dedicato ai giovani un passaggio preciso: «Non c’è niente che voi giovani non possiate fare: dovete solo credere nelle vostre passioni e seguire i vostri talenti. Il sapere non ha genere; esiste solo la voglia di conoscere e di raggiungere nuovi traguardi.»

Decaro colloca l’Università del Salento al centro di una visione territoriale più ampia: investire nell’università significa investire nello sviluppo, rafforzare il capitale umano, costruire ponti tra aule, imprese, amministrazioni pubbliche e comunità locali. Ha sottolineato l’importanza di attrarre studenti stranieri, migliorare alloggi e trasporti, sostenere il diritto allo studio e garantire che nessun giovane debba rinunciare all’istruzione per ragioni economiche. Su questi punti ha promesso l’impegno della Regione.

Il programma della giornata, scandito dagli interventi di Aiello, Migoni e Greco, è culminato nelle note del Coro polifonico dell’Ateneo, che ha accompagnato la cerimonia con interventi musicali pensati per celebrare il senso di comunità.
L’inaugurazione dell’anno accademico non è dunque una semplice ricorrenza: è un rito civile, un patto rinnovato tra generazioni, territorio e istituzioni. L’Università del Salento ha scelto di farlo con un messaggio chiaro, che la rettrice Aiello ha affidato alle ultime parole del suo intervento: «A voi è oggi riconosciuto il diritto di studiare e siete chiamate e chiamati ad assolvere il dovere di credere in voi e nell’istruzione universitaria con senso di responsabilità, con fiducia, con impegno. Credeteci, investite le vostre energie nell’università pubblica: la conoscenza è libertà, la conoscenza è speranza».

In un mondo segnato da instabilità e sfide globali, la cerimonia di Ecotekne restituisce un orizzonte: quello di un’università che non si limita a osservare il futuro, ma lo costruisce. Insieme.

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