Foggia continua a stringersi attorno alla famiglia di Dino Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso in circostanze ancora da chiarire. Dopo la veglia di preghiera organizzata nelle ore successive all’agguato, è partito poco fa un corteo silenzioso che ha attraversato alcune delle principali vie cittadine, partendo da via Caracciolo fino a raggiungere la chiesa di San Francesco Saverio, nel centro. Centinaia di persone hanno preso parte alla manifestazione.
Il luogo di arrivo non è casuale: la chiesa era frequentata da Carta, che vi svolgeva attività come ministrante e volontario. Alla manifestazione hanno preso parte amici, colleghi, parenti e numerosi cittadini, in un clima di raccoglimento e forte partecipazione emotiva.
Presenti anche la moglie della vittima, Sara, il titolare della palestra, Ferrara, in cui lavorava Dino Carta e l’avvocato Vaira, a testimonianza di una comunità che si interroga su un omicidio che, al momento, resta ancora senza una dinamica definita.
Un gruppo di amici porta in spalla una croce di legno. «Siamo molto credenti. È il sacrificio di Dino, la sua sofferenza», ha detto il suocero Antonio Traisci.
-1776710331633.jpeg)
La sua morte, tutt'ora è avvolta nel mistero. Dino, che aveva una bimba di 10 mesi e un’altra figlia di 12 anni, era benvoluto da tutti. «Dino vive nel cuore della sua città sempre con noi», recita uno dei tanti striscioni in suo ricordo.
Il suo funerale si terrà giovedì alle ore 10 nella parrocchia del Santissimo Salvatore.
Mentre proseguono le indagini, cresce il bisogno di verità in una vicenda che ha profondamente scosso la città e che continua a lasciare aperti numerosi interrogativi.
















