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Gallipoli, 40 ettari di territorio devastati dagli incendi nel 2021

Gallipoli, 40 ettari di territorio devastati dagli incendi nel 2021

 
Giuseppe Albahari

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Giuseppe Albahari

Tutta la vegetazione distrutta rientra nell’area del Parco regionale naturale del litorale di Punta Pizzo

Lunedì 03 Ottobre 2022, 12:35

GALLIPOLI - Poco meno di 40 ettari. Tale è la superficie di territorio comunale devastato dagli incendi durante lo scorso anno. Le fiamme hanno inferto alla natura una ferita che é pesante in assoluto, ma diventa ancora più grave, se si considera che tutta la vegetazione distrutta rientra nell’area del Parco regionale naturale del litorale di Punta Pizzo. Le superfici maggiori, infatti, hanno riguardato: Masseria Vocale, per un’estensione di oltre 25 ettari; località Munittola, per circa 8 ettari; località Li Foggi, per poco meno di 6 ettari. Ed ancora: 6.500 metri quadrati in località Punta Pizzo e infine di circa 250 metri quadrati in prossimità del Cascinale della palude.

A parte l’aspetto, indubbiamente rilevante, che gli incendi non hanno provocato danni a persone e cose, l’unica nota meno-negativa (difficile definirla positiva, in un simile contesto), é che la zona boschiva, che richiede tempi lunghi di ricostruzione, era estesa poco meno di 4 ettari. Modesta era anche la superficie pascoliva. La quasi totalità della vegetazione distrutta, pertanto, é quella che contribuisce alla ricchezza - di flora, e non solo - del Parco: macchia mediterranea, gariga, vegetazione erbacea.

Tali dati, dettagliati fino alla superficie parziale di ogni particella catastale, sono elaborati grazie al sofisticato sistema di rilevamento di cui dispone la Regione Carabinieri Forestale “Puglia”. La quale li ha forniti al Comune perché, dopo la presa d’atto consiliare, li renda noti per recepire eventuali “osservazioni”. Attualmente, infatti, gli atti sono pubblicati all’albo pretorio e serviranno poi ad aggiornare il Catasto comunale dei terreni percorsi dal fuoco. Non si tratta di una semplice procedura burocratica. Perché, per scoraggiare la pratica degli incendi dolosi, in forza di una legge del 2000 le zone i cui soprassuoli siano stati distrutti dalle fiamme, sono sottoposti ad una serie di divieti, la cui durata può variare da 5 a 10 e 15 anni. Infatti, fino a tutto dicembre 2026, non si potranno eseguire rimboschimenti e interventi di ingegneria ambientale con risorse finanziarie pubbliche; fino al 2031, vige divieto di pascolo, caccia e realizzazione di edifici e strutture per insediamenti civili e attività produttive (salvo interventi già autorizzati prima dell’incendio); fino al 2036, infine, non si potrà cambiare la destinazione d’uso dei terreni percorsi dal fuoco.

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