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In Puglia e Basilicata

Il messaggio

L'abbraccio del vescovo di Lecce ai turisti: «Benvenuti nella bellezza!»

Lecce, turisti al duomo

Il ritorno dei visitatori in città con le chiese tra le prime mete da ammirare

02 Luglio 2022

Vincenzo Sparviero

LECCE - «Benvenuti nella bellezza!». Si apre così l’ideale abbraccio dell’arcivescovo Michele Seccia ai turisti che ormai da qualche tempo «affollano» il centro storico, muovendosi tra monumenti e (soprattutto) chiese.

«Carissimi turisti e vacanzieri - scrive monsignor Seccia - benvenuti nella bellezza!», con un punto esclamativo che la dice lunga sulla soddisfazione del prelato nel vedere tanta gente tornata  finalmente ad ammirare la Capitale del Barocco.
«La Chiesa di Lecce vi accoglie come fratelli e sorelle facendo proprio l’invito di Gesù ai suoi amici: Venite in disparte, voi soli, e riposatevi un po’ - aggiunge -. Dopo il “riposo forzato” che la pandemia ci ha imposto per troppo tempo, ora è il momento opportuno per un “riposo meritato”. E le nostre città e il nostro mare sono i luoghi più adatti per ristabilire le relazioni interrotte ma anche per connettersi con il Signore».

Poi, monsignor Seccia ha un pensiero anche per quella fede che ognuno ha dentro ma soprattutto all’esigenza di un meritato riposo. «Spesso sentiamo dire: “la fede non va mai in vacanza”. è vero, la ricerca di Dio, il bisogno di incontrarlo e di raccontargli la nostra vita, la preghiera come relazione con il Padre... sono esperienze senza scadenza. Il tempo di Dio è sempre. Per questo, se dedichiamo qualche giorno al riposo fisico, interrompendo i ritmi della consueta routine, nel nostro cuore e nella nostra mente faremo di tutto per non sospendere il contatto privilegiato con Lui. Anzi, il riposo dalle fatiche quotidiane sarà il luogo umano migliore per riprendere - qualora si fosse allentato - il dialogo con la Bellezza eterna».

Lecce ormai, grazie anche a «LecceEcclesiae» voluta dalla cooperativa «ArtWork» presieduta da Paolo Babbo, ha aperto le sue chiese in modo decisamente originale facendo vivere ai turisti emozioni che vanno ben al di là della semplice visita. Per l’arcivescovo «Lecce e tutte le località della diocesi sono scrigni di bellezza sacra: nel visitarle non fermatevi all’esteriorità dell’arte, ma andate oltre per gustare l’operosità dell’ingegno umano, frutto della fecondità del Creatore». Ai turisti, l'arcivescovo fa anche sapere: «Se, entrando in una chiesa, avrete bisogno di un prete cui confidare le vostre ansie e le vostre fragilità, non abbiate timore di chiedere: troverete ascolto e tanta paternità» il tutto senza dimenticare chi soffre.

«Siate attenti - dice ancora - anche a incrociare con gli occhi del cuore i poveri che incontrerete agli angoli delle strade e sulle spiagge infuocate magari a vendere qualcosa nel tentativo di guadagnarsi dignità: ne troverete tanti. Non girate lo sguardo dall’altra parte». In vacanza, poi, senza dimenticare il valore della famiglia: «Approfittatene pure per dedicarvi con maggiore attenzione a vostra moglie, a vostro marito, ai vostri bambini: ridarete smalto e colore alla bellezza dell’amore familiare da vivere come chiamata alla felicità e alla santità».

Infine, un appello ai giovani: spesso protagonisti di vicende deplorevoli, con una movida violenta e piena di eccessi. «A voi, ragazzi e giovani - conclude -. Mi affido al vostro senso di responsabilità e alla virtù della prudenza. Mi raccomando: non perdete di vista la bellezza della vita che con voi è particolarmente generosa. Non mettetela mai a rischio con intemperanze inutili. La Stella del mare, che nella nostra Chiesa locale veneriamo come Madonna di Roca nel santuario che affaccia sull’Adriatico, faccia luce sui vostri passi e vi sostenga in ogni vostra scelta».

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