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In Puglia e Basilicata

LA TRAGEDIA

Novoli piange dopo l'omicidio-suicidio: il sindaco proclama il lutto cittadino

Sconcerto a Novoli dopo l'omicidio-suicidio, è lutto cittadino

La villetta in cui si è consumata la tragedia di Novoli

Il paese della «Fòcara» conquista un’indesiderata «notorietà» nella cronaca nera. Il primo cittadino: «Sconvolto e arrabbiato per quanto è accaduto. Penso ai figli rimasti orfani di Matteo e Donatella»

20 Giugno 2022

Dino Levante

NOVOLI - Bandiere a mezz’asta, sui balconi dei luoghi pubblici e lutto cittadino. Sono le prime disposizioni che il sindaco di Novoli, Marco De Luca, ha adottato già nella mattinata di ieri, appena appresa la notizia del femminicidio di Donatella Miccoli «per far sentire la nostra vicinanza a tutti i suoi familiari, i figli, le persone che le volevano bene», ha affermato il primo cittadino novolese, notevolmente scosso dal tragico evento.

«Sono un sindaco – ha continuato De Luca, mentre si recava all’obitorio dell’ospedale "Vito Fazzi" di Lecce – ma sono soprattutto un uomo, un padre di famiglia, e stamattina sono rimasto letteralmente scioccato dalla notizia di questa tragedia. Conosco bene Donatella, 38 anni, i suoi due figli, di 2 e 7 anni. Non ho parole per descrivere quanto è accaduto. Sono sconvolto, ma anche arrabbiato, demoralizzato: ci impegniamo, nelle comunità, a sensibilizzare contro la violenza sulle donne e poi ci ritroviamo giovani donne trucidate in questo barbaro modo a due passi da casa. Da sindaco – ha concluso De Luca – sento sulle spalle e nel cuore il dolore di un’intera comunità, rivolgo alla famiglia di Donatella le più sentite condoglianze da parte del paese, che si ferma». In paese, per tutto il giorno, è stato un continuo chiedersi il perché di tale atto sconsiderato. Alcuni, i più vicini all’abitazione, dov’è stato ritrovato il corpo martirizzato di Donatella, rammentano evidenti segnali di incomprensioni nella coppia, ma che certamente non lasciavano presagire un simile tragico epilogo.

Visibilmente scosso anche il parroco della vicina chiesa parrocchiale della Madonna del Pane, a due passi dalla casa di Donatella: «Conoscevo bene la mamma di Sofi – dice don Luigi Lezzi –; portava sua figlia, che quest’anno ha iniziato le scuole elementari, al primo anno di catechismo. Poi li vedevo anche in chiesa, alla messa domenicale, ma non c’era stata ancora occasione per approfondire il malessere che, evidentemente, già circolava in famiglia. L’intera comunità parrocchiale è rattristata. Un fattaccio simile ci fa riflettere sulla necessità di una maggiore unione tra noi. Non possiamo che, da credenti, elevare una preghiera per le loro anime. Dobbiamo riportare a centro delle nostre coscienze la centralità e la sacralità della vita e del corpo. E ci aiuta in questo proprio la giornata odierna dedicata al Corpus Domini, a quell’eucaristia che chi dovrà far riflettere. Ci stringiamo ai familiari e, soprattutto, ai due giovanissimi figli che, d’improvviso, si vedranno orfani di entrambi i genitori e che andranno supportati. Occorre – ha terminato il parroco Lezzi – maggiore unità tra la comunità, per vivere insieme i grandi valori cristiani della vita».

Tante le reazioni in piazza dove molti sono gli amici del padre di Donatella, conosciuto ex carabiniere Floriano Miccoli, stimato e cordiale con tutti i suoi concittadini. «È un avvenimento – commenta a caldo Paolo Murra, ex colonnello dei bersaglieri – che ci deve far pensare sugli attuali valori, se ce ne sono ancora. Troppi sono i modelli negativi che ci sono imposti dall’incultura dominante, specialmente dai social, senza alcuna remora o limite. I leader, i vip, molto spesso, sono proprio chi vive un’esistenza “scellerata”, senza considerare le ripercussioni che il loro “stile” può comportare, di riflesso, sulla collettività non adeguatamente fornita degli strumenti idonei per discernere il vero dal falso, il “reale” dal “reality” che è invece frutto di finzione, di invenzione». Intanto, nei tg delle tv e sui social, Novoli la «Città della fòcara», trafitta dal dolore, conquista un’indesiderata «notorietà» nella cronaca nera. Nerissima.

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