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LECCE - La campanella è suonata ieri per tutti gli studenti salentini, pronti a trascorrere le loro mattinate sui banchi di scuola. Questo in condizioni normali, però, perché è anche accaduto che alcuni alunni siano rimasti a casa. La decisione è stata presa nel territorio da Nardò da alcune famiglie, esasperate dall’annosa questione dell’assistenza ai minori disabili.

Il problema è stato parallelamente affrontato negli uffici di via Miglietta dal direttore generale della Asl di Lecce insieme agli esponenti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Fsi e Fials che hanno raccolto le lamentele degli interessati. Il vertice, convocato d’urgenza ma interlocutorio, è servito solo a mettere i puntini sulle “i”. In altre parole, l’azienda sanitaria, ha ribadito Ottavio Narracci, continua a farsi carico di una parte dell’assistenza ai minori, impiegando 250 ausiliari distribuiti negli istituti scolastici dei 10 distretti. Lavoratori che dovrebbero integrare gli operatori sociosanitari degli Ambiti di zona.

«I nostri sforzi non esauriscono tutte le esigenze dei disabili negli istituti perché gli oneri principali del servizio ricadono sulle tasche degli Ambiti - ha puntualizzato il direttore - La Asl di Lecce si muove in modo anomalo su scala regionale, pagando il personale per il servizio di accompagnamento perché qui, e solo qui, gli ausiliari nel 2009 sono stati stabilizzati».

L’azienda sanitaria prova quindi a colmare lacune e ritardi amministrativi accumulati dagli Ambiti, ma il problema rimane. Scatenando le vibranti proteste delle famiglie con minori disabili a carico, come accaduto negli ultimi giorni a Nardò.
«Il disagio si ripropone ad ogni inaugurazione di anno scolastico a causa dell’esiguità del personale dedicato - ha commentato il sindacalista Fp Cgil, Floriano Polimeno - A Nardò, fino all’anno scorso, erano disponibili 24 Oss. Ora il nuovo bando ha ridotto sia il numero degli operatori, sia il loro monte ore complessivo: prenderanno servizio dal 1° ottobre alla fine di maggio 2019, coprendo 3 ore al giorno e il rapporto sarà di 1 Oss ogni 5 ragazzi».

«La situazione è grave - ha aggiunto il sindacalista - Ho discusso dei disagi con i vari responsabili degli Ambiti di zona che però si trincerano dietro i limiti delle leggi regionali: questo è un cane che si morde la coda e per risolvere l’impasse ho chiesto un incontro urgente in Provincia di Lecce. Ma sono anche pronto ad allertare anche il prefetto del capoluogo».

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