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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Emergenze estive

Accessi ai Pronto soccorso, «svettano» Lecce e Gallipoli

In otto ore, record di prestazioni al «Fazzi» (116) e al «Sacro Cuore» (79)

ospedale Vito Fazzi di Lecce

LECCE - GALLIPOLIL’ospedale di Lecce al vertice e, a seguire, quelli di Gallipoli, Copertino, Scorrano, Galatina e Casarano. E’ la classifica per volume di attività dei pronto soccorso salentini, quale si evince dal monitoraggio in tempo reale della loro attività. Si tratta d’un servizio fornito dalla Asl, il cui portale internet segnala gli accessi, la gravità stimata - con i noti codici-colore - nella fase d’approccio dei pazienti al triage e i tempi d’attesa, differenziati per gravità, per usufruire delle prestazioni.
Indica anche il numero di pazienti trattati nelle ultime 8 ore. Aprendo, ad esempio, una finestra alle 17 di ieri, si apprendeva che gli accessi erano stati: 116 al “Vito Fazzi” (19 gialli ossia in situazione critica, 76 verdi, 21 bianchi ossia differibili); 79 al “Sacro Cuore di Gesù” (un codice rosso indicativo del pericolo di vita, 13 gialli, 47 verdi, 18 bianchi); 54 al “San Giuseppe da Copertino” (senza rossi, 17, 36 e 1); 47 al “Veris Delli Ponti” (senza rossi, 20, 21 e 6); 40 al “Santa Caterina Novella” (10 gialli, 30 verdi); 28 al “Francesco Ferrari” (senza rossi, 2, 22 e 4).

Dai dati, al quesito del personale del pronto soccorso cittadino, il passo è breve. «E’ possibile che il pronto soccorso di Galatina, che in luglio ha registrato circa 2mila accessi, abbia in turno 28 infermieri, e che qui invece siano meno di 20, con il doppio di accessi»? Questa la domanda retorica, motivata dal fatto che la carenza di personale lamentata nelle scorse settimane e risolta per gli operatori socio-sanitari, rimane per gli infermieri: ne sarebbero arrivati solo tre, meno degli assenti per malattia.

Gli altri, era stato assicurato, sarebbero stati ridistribuiti dopo la chiusura di reparti prevista dal piano di riordino ospedaliero. In effetti, a Galatina sono state chiuse le unità operative di chirurgia e ortopedia, ma gli infermieri riassegnati nel presidio. La conseguenza - vista con l’ottica degli infermieri del nosocomio jonico - è che tutti i programmi di ferie estive sono saltati a causa del blocco dei congedi ordinari che è stato costretto a disporre il dirigente medico, Antonio Girau.
Disagi, ben poco compensati dalla sorta di encomio che lo stesso ha indirizzato al personale per esprimere gratitudine e dirsi «orgoglioso» del suo lavoro; anche se non è mancato il sospetto su un’assenza - motivata da malattia, ma valutata frutto di altre esigenze - che il dottore Girau ha segnalato all’autorità giudiziaria, ritenendone il responsabile irrispettoso innanzitutto nei confronti del lavoro dei colleghi.

A questo punto, persa - almeno fino ad ora - la possibilità di recuperare risorse umane dal riordino ospedaliero, non è più soltanto il personale del pronto soccorso a chiedersi quando si porrà fine alla cronica carenza d’organico del presidio.

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