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Sport ed inclusione, al via il torneo «La testa nel pallone»

Al via la settima edizione del torneo internazionale di calcio a sei, con squadre composte da pazienti ed operatori psichiatrici provenienti da dodici regioni italiane e quattro paesi europei

la testa nel pallone

UGENTO (Le) - Sport ed inclusione: la testa nel pallone. Al via la settima edizione del torneo internazionale di calcio a sei, con squadre composte da pazienti ed operatori psichiatrici provenienti da dodici regioni italiane e quattro paesi europei: Gran Bretagna, Spagna, Ucraina ed Ungheria. Trentadue le squadre in campo, per diciassette centri di salute mentale e undici comunità coinvolte. Questi i numeri di una rivalsa, che “dribbla” anche la malattia mentale. Nella mattinata di ieri, presso il polo didattico della asl, la presentazione ufficiale del torneo, organizzato dall’Associazione Centri Sportivi Italiani in collaborazione con il dipartimento di salute mentale della asl di Lecce. Torneo che si terrà da oggi al 31 maggio ad Ugento.

I dettagli del programma sono stati illustrati dal direttore del dipartimento di salute mentale della asl, Serafino De Giorgi, dal presidente regionale ACSI, Gianpiero Guglielmi, dalla coordinatrice della riabilitazione psicosociale del DSM Tiziana De Donatis, da Antonella Alemanno del CSM di Campi e da Danilo Campilungo giocatore della nazionale di calcio a sei, vincitore della Dream World Cup 2018. Domani intanto Uccio De Santis ed Angelica Gianfrate inaugureranno l’avvenimento sportivo, presentando tutte le squadre che partecipano al torneo, presso l’Esperia Palace Hotel di Lido Marini, a partire dalle 17.30. Una settimana ricca di partite, ma anche di visite guidate e serate. “La psichiatria è una scienza, ma la salute mentale è un’arte”, ha dichiarato Serafino De Giorgi, evidenziando l’importanza di utilizzare lo sport come terapia ed inclusione sociale. Il torneo è infatti un momento privilegiato di socialità che varca i confini del pregiudizio sulla malattia mentale e sta diventando un riferimento non solo sportivo, ma sociale.

“Pensiamo a divertirci. Ad essere noi stessi e non ciò che gli altri pensano che noi siamo” ha dichiarato il ventenne campione del mondo, Danilo Campilungo, utente del centro di salute mentale di Campi e testimonial della manifestazione. Tra le fila della nazionale italiana ha vinto il campionato del mondo di calcio a sei, per persone con problemi di salute mentale, la Dream World Cup 2018. La testa nel pallone-11° memorial dottor Antonio Vetrugno, quest’anno assume un significato ancora più pregnante grazie alla coincidenza con il quarantennale della legge Basaglia che chiuse i manicomi e restituì dignità e diritti alle persone con problemi mentali.

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