È il 30 agosto 1962. Sono passati pochi giorni dal movimentato sciopero promosso dalla Fillea, Federazione italiana lavoratori legno edili e affini, che ha infiammato la città di Bari. Gli operai sono scesi in piazza per protestare contro lo sfruttamento e per ottenere la riduzione dell’orario di lavoro, l’aumento salariale e la tutela dagli infortuni. Gli scontri violenti tra manifestanti e forza pubblica, avvenuti il 24 e 25 agosto 1962, si sono conclusi, però, con 216 arresti e mille polemiche.
Oronzo Valentini firma un editoriale su “La Gazzetta del Mezzogiorno” dal titolo eloquente: «Non esageriamo con i “fatti di Bari”».
Il giornalista parte dalla posizione assunta dall’”Avanti!”, che ha ammonito quegli uomini politici e giornali di destra che in ogni manifestazione di operai vogliono vedere il proposito dei lavoratori di aggredire la polizia e di turbare l’ordine pubblico.
«Esistono anche dirigenti degli industriali edili che, di fronte a richieste dei miglioramenti salariali, a rivendicazioni contrattuali ed economiche, si rifiutano di riunirsi attorno a un tavolo, sia pure per dire alla controparte che non possono accettare le sue richieste. Tale fu la situazione verificatasi a Bari, ad essa risale la prima vera responsabilità di quel che è poi accaduto. I lavoratori edili erano esasperati non solo dal rifiuto di migliorarne i salari, ma anche da quello di discuterne» è la premessa di Valentini.
«Sono accadute, stanno accadendo e forse accadranno ancora le più varie deformazioni dei fatti di Bari. Si specula dall’estrema destra, la quale certamente vede il cEntro-sinistra come il fumo negli occhi, ma, probabilmente, non c’entra nulla in questi ultimi episodi. Si specula dall’estrema sinistra, la quale al centro-sinistra guarda con altrettanta ostilità, anche se spesso con più sottile gioco, ed è veramente responsabile di aver determinato gli incidenti di venerdì e sabato, infiltrando tra sparute schiere di edili agitatori noti ed individuati. [...] Nei fatti di Bari ci sono molte cose da deplorare, compresi alcuni eccessi individuali di agenti e carabinieri, nel pomeriggio del sabato, quand’essi ormai avevano sbaragliato il campo e s’erano assicurate le loro posizioni. Sono comunque da deplorare altresì le mille bugie che sono state dette in pochi giorni, le accuse indiscriminate che sono state lanciate. [...]
Auguriamoci che il dibattito alla Camera possa far emergere congruamente la verità e che nel frattempo gli edili possano tornare al lavoro per continuare a dare il loro contributo allo sviluppo della nostra città, con la soddisfazione di avere ricevuto per esso un più equo riconoscimento», conclude il direttore della “Gazzetta”.















