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E il «Della Vittoria» fu «stadio lager»

E il «Della Vittoria» fu «stadio lager»

A Bari nel ‘91 lo sbarco dei primi albanesi

13 Agosto 2022

Annabella De Robertis

«C’era una volta il “della Vittoria”», scrive Gianni Antonucci sulla pagine interne de «La Gazzetta del Mezzogiorno» del 13 agosto 1991: «quando il 6 settembre 1934 venne inaugurato da Mussolini il “della Vittoria”, fu subito battezzato “tempio della giovinezza”. Cinquantasette anni dopo, a 15 mesi di distanza dalla sua andata in pensione, è stato tristemente chiamato “stadio-lager”».

Il giornalista scrive a quattro giorni dall’arrivo a Bari della motonave Vlora, che trasportava quasi ventimila profughi albanesi in fuga da condizioni di vita drammatiche. Dopo averli radunati nel porto, lo stadio del capoluogo pugliese fu individuato come unico punto di accoglienza adatto a contenere un numero così elevato di persone.

«Ora è lì nell’antica zona Marisabella rovinato nelle strutture, distrutto negli impianti, ridotto quasi ad un vecchio rudere». Lo stadio, proprio in questi giorni oggetto di nuovi lavori, avrebbe dovuto accogliere in origine un monumento celebrativo della vittoria nel Primo conflitto mondiale, ma non accadde mai.

Scrive Antonucci: «Oltre ad aver offerto alle varie generazioni di tifosi momenti magici assieme ad altri di crepuscolari amarezze, ha avuto un’esistenza davvero burrascosa e non soltanto dal punto di vista sportivo. Se da un lato il vecchio stadio ha archiviato, in mezzo secolo, sei effettive invasioni o tentate invasioni di campo, dall’altro ha catalogato altre invasioni extracalcistiche: la prima nel 1940, dalle truppe italiane dirette in Albania per affrontare il grosso impegno bellico nel segno di “spezzeremo le reni alla Grecia”. La seconda nel 1943, dei carri armati del generale Montgomery».

Nel 1940, spiega meglio Antonucci, a pochi mesi dall’entrata in guerra dell’Italia, nel “della Vittoria” fu sistemato un reggimento di fanteria, dotato di muli, in attesa di essere imbarcato per Durazzo. «Una notte, la paglia che serviva per i muli prese fuoco e tutti i locali all’interno della struttura sportiva andarono completamente distrutti».

Tre anni dopo, invece, furono i tanks dell’VIII armata britannica a devastare lo stadio: gli alleati installarono anche un ring per incontri di pugilato. La notte del 2 dicembre 1943, durante il terribile raid aereo della Luftwaffe, che causò una grave strage di militari e civili, due bombe centrarono il campo da gioco. La prima partita del Bari, all’indomani della guerra, fu giocata però il 4 marzo 1945 nel campionato dell’Italia Libera: naturalmente si iniziò con un derby con il Lecce.

Commenta Angelo Albanese: «Se il della Vittoria potesse parlare, quanti episodi e fatti inediti verrebbero fuori! Su quel campo ed in quegli spogliatoi, c’è la storia di Bari squadra e di Bari città».

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