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Leopoli del 1941 e le truppe tedesche

Leopoli del 1941 e le truppe tedesche

Il luglio infuocato che fa ripensare a oggi

02 Luglio 2022

Annabella De Robertis

«Leopoli e Libau occupate dalle truppe tedesche» titola La Gazzetta del Mezzogiorno del 1° Luglio 1941. Inizialmente appartenente alla Polonia, poi all’Impero asburgico, Leopoli era capitale della storica regione russo-polacca della Galizia. La sua popolazione era principalmente ucraina di religione greco-ortodossa. Fu conquistata dai russi durante la Prima guerra mondiale, ma nel 1919, concluso l’armistizio, passò ancora una volta in territorio polacco.

Con l’invasione della Polonia del settembre 1939, Leopoli subì un primo attacco da parte dell’esercito nazista e contemporaneamente da parte dell’Armata Rossa. Arresasi al maresciallo Timošenko, entrò a far parte dell’Ucraina sovietica. Con l’avvio dell’«Operazione Barbarossa», cioè l’invasione dell’Unione Sovietica da parte della Germania, nel giugno 1941 il destino della città ancora una volta mutò.

Ecco il comunicato diffuso dal Comando supremo delle forze armate tedesche: «Le truppe tedesche che avanzano in Galizia hanno occupato Leopoli. Al centro del fronte dell’esercito l’anello, stretto intorno alle armate sovietiche rinchiuse, si stringe sempre di più. L’ala settentrionale si trova in rapido inseguimento. Sulla costa è stata presa la città di Libau». Sulla Gazzetta si legge ancora: «Le popolazioni dell’Ucraina accolgono i soldati del Reich con entusiastiche dimostrazioni».

Si tratta, naturalmente, di pura propaganda: l’occupazione tedesca nella città sarà durissima e due mesi dopo, nell’agosto 1941, alcuni professori dell’università Jan Kazimierz saranno massacrati dalla Gestapo insieme ad altri intellettuali polacchi.

Mentre in Europa orientale si combatteva, a Bari si incontravano i ragazzi dell’organizzazione sportiva della Gioventù italiana del Littorio e della Hitlerjugend, l’omologa tedesca. «I camerati della HitlerJugend in visita turistica» titola il pezzo in seconda pagina.

«I giovani della Hitlerjugend e della Gil, dopo le tre giornate di cavalleresca contesa, hanno trascorso ieri l’ultimo giorno di permanenza tra noi dedicandolo a visitare i maggiori centri turistici della provincia, unitamente ai loro dirigenti e alle autorità, nel più schietto cameratismo». Il gruppo ha visitato le grotte di Polignano e quelle di Castellana, «rimanendo ammirati dello straordinario spettacolo». Ad Alberobello, inoltre, hanno potuto ammirare anche le opere del Regime e «il popolo ha inneggiato con vibrante entusiasmo al Duce, al Führer e alla vittoria dell’Asse».

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