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Scontri tra fascisti e antifascisti a Bari

Scontri tra fascisti e antifascisti a Bari

Nel giugno 1922 tanti episodi di violenza

30 Giugno 2022

Annabella De Robertis

Nuovi incidenti tra fascisti e anatagonisti infiammano la vita quotidiana di Bari e dell’intera regione nel giugno 1922. Ne parla il «Corriere delle Puglie» del 30 giugno. «Nei pressi di via Piccinni passava un gruppo di fascisti e tra questi e alcuni muratori si è accesso un diverbio. Sono stati lanciati dei sassi e sono stati esplosi diversi colpi di rivoltella, che hanno naturalmente determinato un gran panico tra i passanti. Poco dopo sorgeva un altro incidente tra i fascisti ed il presidente dell’Associazione dei combattenti, avv. Barcellona, il quale era accorso sul posto perché i muratori erano ex combattenti. Accorreva il funzionario di Pubblica Sicurezza con agenti e regie guardie con cordoni veniva sbarrata via Marchese di Montrone, dove trovasi la sede del Fascio».

Fortunatamente lo scontro non ha avuto conseguenze, ma la situazione è esplosiva: «Dopo gli incidenti dei giorni scorsi, dopo l’aggressione subita dal giovane fascista l’altra sera e dopo le revolverate del pomeriggio di ieri, è necessario, anzi è imperiosamente necessario, che le autorità di P. S. facciano tutto il possibile per porre un freno a questa folle – e non sapremmo chiamarla altrimenti – ventata di violenza, che, un po’ per volta, si vuole far scatenare sulla nostra città», commenta il cronista.

Il giorno prima, infatti, un uomo di 28 anni, mentre rincasava in pieno centro città intorno alle 23, ha raccontato di essere stato fermato da uno sconosciuto sbucato da un vicolo che, «dopo avergli detto “Tu sei fascista!”, gli vibrava due colpi di arma bianca, pare pugnale, all’omero e al collo».

Il «Corriere» riporta, in calce a questa cronaca, il comunicato di un gruppo di fascisti baresi, che sembrano dissociarsi da questa deriva violenta. Riunitisi per discutere degli eccessivi «agguati e provocazione da parte di organizzazioni rosse», hanno inviato un esposto alla Direzione nazionale del Pnf per denunciare «la poca serietà della locale Sezione e se ne domanda l’immediato scioglimento per una più solida riorganizzazione».

Si chiede, infine, di inviare «un voto di biasimo a quei fascisti (arrivisti!) che fin’ora hanno fatto monopolio per proprio uso, dell’organizzazione, ma dimostrando assoluta inettitudine!».

Conclude il giornalista del «Corriere»: «È d’uopo agire, affinché domani non possa essere troppo tardi. Perché con questi incidenti, che quotidianamente si ripetono e con questi pericolosi sistemi di rappresaglie, si andrebbe decisamente verso il “fattaccio”». Le violenze squadriste, invece, continueranno a imperversare in quell’estate «calda» di cento anni fa.

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