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Tensione alle stelle, Bari è un «ring» per fascisti e socialisti

Tensione alle stelle, Bari è un «ring» per fascisti e socialisti

Il Corriere delle Puglie di un secolo fa

Un secolo fa sulla «Gazzetta» lo scontro tra fascisti e socialisti al giardinetto Umberto I davanti a donne e bambini

09 Giugno 2022

Annabella De Robertis

«Ieri sera, nel giardinetto Umberto I, mentre molte signore e signorine con i bimbi godevano un po’ di frescura, avvenne un incidente tra fascisti e socialisti»: così inizia la cronaca dell’ennesimo episodio di violenza politica consumatosi cento anni fa nella città di Bari. È il 9 giugno del 1922: da diversi mesi la tensione sta progressivamente salendo in tutto il Paese. Nel febbraio si è costituita l’Alleanza del Lavoro, un fronte unico delle organizzazioni dei lavoratori facenti capo ai partiti di sinistra. Il fascismo sta cercando, a sua volta, di penetrare nelle organizzazioni operaie: dà luogo ad una serie di spedizioni punitive contro gli avversari politici e a grandi adunate, la più imponente delle quali si è svolta a Bologna alla fine del maggio ‘22.

Si legge sul «Corriere delle Puglie»: «L’incidente pare sia stato determinato da alcuni giovinetti che contavano l’inno fascista «Giovinezza». Non si sa come e da chi, proprio in questo momento, una signora veniva ferita da una sassata. Alle grida è accorsa della gente e contemporaneamente giungevano sul posto una squadra di fascisti adulti ed alcuni operai e, senza darsi vicendevolmente conto del fatto che era avvenuto nel giardinetto, tanti gli uni che gli altri, si sono aggrediti con invettive e nella confusione è partita qualche sassata ed è stato dato qualche colpo di bastone. Intanto, un gran panico si determinava e la gente è scappata per le vie adiacenti, credendo che si trattasse di un conflitto. Contemporaneamente giungevano dalla sezione molti socialisti, i quali, non appena giunti, compresero che si doveva evidentemente trattare di un equivoco, in modo che riuscirono ben presto, dopo reciproche spiegazioni avute con i fascisti, a ristabilire la calma».

I membri del Fascio locale, si legge sul «Corriere delle Puglie», si sarebbero giustificati rivelando di essere stati convocati, attraverso lettere anonime, proprio nel giardino Umberto «per misurarsi in una… tenzone». Il cronista conclude augurandosi una vigilanza più attenta da parte delle guardie regie per consentire ai pacifici cittadini di godere tranquillamente della frescura estiva: «Bari, per nostra fortuna, non si presta a sopportare simili giuochi e ci auguriamo sinceramente che la calma nella nostra città non venga turbata». Soltanto due mesi dopo, invece, Bari sarà sconvolta dall’assalto degli squadristi alla Camera del Lavoro, che sarà strenuamente difesa da un un ampio fronte di resistenza guidato dall’onorevole Giuseppe Di Vittorio.

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