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Sulla Corte di Appello «lite» tra Bari e Trani

Sulla Corte di Appello «lite» tra Bari e Trani

E già si discute del «nuovo» Tribunale

28 Maggio 2022

Annabella De Robertis

«Un’opera indilazionabile» titola l’articolo di spalla in prima pagina del «Corriere delle Puglie» del 28 maggio 1922: si tratta del Palazzo di Giustizia di Trani, «desiderio antico ed alimentato con fede e costanza da quella cittadinanza».

La città del nord Barese ha, infatti, una lunghissima e luminosa tradizione di studi giuridici: «vi è un amore sconfinato e vibrante per tutto quello che possa dare incremento alla vita giudiziaria».

Da tempo si dibatte, tuttavia, circa l’opportunità di spostare la sede della Corte di Appello nel capoluogo pugliese: ciò inevitabilmente provoca dualismi tra le due città. «È bene che questa amara e sincera rampogna non si interpreti come irriverenza verso la classe eletta del Foro di Bari, ove vi sono dei preclari cultori di diritto, ove vi è una inestimabile dignità professionale. Un senso squisito dell’adempimento del proprio dovere».

È necessario, dunque, che anche Bari si mobiliti per ottenere un vero e proprio Palazzo della Giustizia, dal momento che gli Uffici giudiziari sono provvisoriamente ospitati nel Palazzo di Città, con ingresso da via Cairoli: «È melanconico dare uno sguardo allo stato ed alla sistemazione dei locali giudiziari in Bari, è rattristante affacciarsi ad esaminare in questa città gli stabili destinati al servizio giudiziario, è umiliante osservare in qual modo i giudici in Italia sono obbligati ad esplicare le proprie funzioni, che pure attraverso pomposi paludamenti esteriori, sorretti da arcaici convenzionalismo, fa vanamente sperare che la sostanza corrisponda alla forma. Mancano sale, in cui possa funzionare una sezione del Collegio separatamente dalle altre, mancano delle sale per l’attesa dei testimoni da udirsi nei dibattimenti penali e si verifica questa illegale situazione che i testi, benché appartati nei corridoi, per la scarsa vigilanza degli Ufficiali Giudiziari, sono quasi presenti al dibattimento, origliando alla porta di udienza, prima di deporre e sono in grado di essere avvicinati dalle parti nel corso del dibattimento».

Deplorevole è anche lo stato di abbandono dell’edificio e dell’arredamento di tutti gli ambienti.

Poco più di un anno dopo, il 1° ottobre 1923, con l’attuazione della riforma Oviglio, sarà finalmente inaugurata a Bari la Corte di Appello, che troverà sede in piazza Cesare Battisti: in un edificio scolastico si sposteranno tutti gli uffici giudiziari e lì rimarranno fino al trasferimento, negli anni Sessanta, nel Palazzo di Giustizia in piazza De Nicola.

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