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New York-Parigi: il leggendario volo di Lindbergh

New York-Parigi: il leggendario volo di Lindbergh

Notizia storica in prima pagina col sogno di un uomo che si trasforma nel mito di una intera generazione

22 Maggio 2022

Annabella De Robertis

«Lindbergh ha compiuto la traversata atlantica»: è la notizia storica in prima pagina su La Gazzetta di Puglia del 22 maggio 1927. Il sogno di un uomo si trasforma nel mito di una intera generazione. Capitano dell’aeronautica degli Stati Uniti, di origine svedese, Lindbergh ha cominciato a lavorare per la Robinson Aircraft Corporation, pilotando aerei postali. Nel 1927 convince nove imprenditori di St. Louis, Missouri, a finanziare la costruzione di un monoplano in grado di volare da New York a Parigi: Raymond Orteig, proprietario di una catena di hotel, ha offerto 25 mila dollari al primo aviatore che riuscirà a compiere il volo intercontinentale senza scali.

In onore della città dei finanziatori, l’aereo, un monomotore Ryan con caratteristiche innovative, è battezzato «Spirit of St. Louis»: per renderlo più leggero, Lindbergh rifiuta a bordo persino la radio e il paracadute.

La leggendaria trasvolata prende avvio il 20 maggio 1927 da Roosevelt Field, Long Island: «Secondo notizie da New York, Lindbergh ieri sera, prima di partire, era andato al cinematografo, poi, tornato al campo, aveva dormito due ore. Faceva poi uscire l’apparecchio dall’hangar e ordinava ai meccanici di caricarlo di benzina. Prima di spiccare il volo Lindbergh ha voluto rivedere la mamma che è arrivata anch’essa in aeroplano dal Missouri. Egli voleva portarla con sé. L’aeroplano ha decollato dopo un percorso di sei secondi, ma le ruote hanno toccato subito dopo il suolo fangoso, nel quale sembrava che l’apparecchio dovesse arrestarsi. L’aviatore ha fatto allora un nuovo sforzo ed è riuscito ad alzarsi. Prima di elevarsi completamente da terra ha rischiato di sbattere contro due pali telegrafici. In seguito è scomparso tra le bruma del mattino», si legge sulla «Gazzetta».
Lindbergh vola da solo, poiché ha rinunciato anche all’opera del meccanico e dell’assistente pilota: si ha notizia di numerosi avvistamenti dell’aeroplano, dopo la sua partenza, dalla Nuova Scozia, dall’isola di Terranova e da parte di vari transatlantici in navigazione.

«Lindbergh è appena venticinquenne. Egli accoppia il coraggio ad una grande temerarietà. La decisione di avventurarsi in un così lungo e pericoloso raid senza le più elementari precauzioni in caso di forzato ammaraggio sull’oceano, gli hanno valso il nome di “pilota folle”», commenta il cronista.

Dopo 33 ore di volo, Lindbergh è atterrato all’aeroporto di Le Bourget, in Francia, alle ore 22.22 del 21 maggio 1927.

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