Martedì 21 Aprile 2026 | 20:27

Si è spenta la voce della Sardegna

Si è spenta la voce della Sardegna

Si è spenta la voce della Sardegna

 

Martedì 17 Ottobre 2006, 00:00

19 Aprile 2026, 18:04

CAGLIARI - «L'indiano» (come veniva definito in ricordo anche dell'album, al quale aveva collaborato, che Fabrizio De Andrè aveva dedicato al rapimento di cui era rimasto vittima con Dori Ghezzi) se n'è andato a 51 anni. E ora i suoi amici, i suoi colleghi, ma anche chi lo conosceva solo un po' e già gli voleva bene, lo piangono ricordandone la determinazione, la poesia e la leggerezza che lo hanno accompagnato sino all'ultimo istante.
Nello choc generale, il primo a trovare parole sulla scomparsa di Andrea Parodi, folksinger e ex voce dei Tazenda - morto stamattina a Cagliari lasciando la moglie Valentina e due figlie, di cui una appena nata - è Massimo Palmas, direttore artistico di Jazz in Sardegna. «Quello che mi viene da dire in questo momento - spiega - è che ci ha lasciato un grande artista, protagonista di una bellissima storia musicale». Un uomo che, pur consapevole dell'irreversibilità del male che lo aveva colpito, ha continuato a cantare ed a lavorare senza mai far pesare a chi gli stava vicino la sua terribile situazione. «Sino agli ultimi giorni - continua Palmas - con Andrea abbiamo sempre parlato di lavoro, dei programmi futuri, del prossimo concerto oppure dell'incisione discografica che presto avremmo dovuto fare insieme a Elena Ledda. Insomma, ha sempre rifiutato l'idea che questi programmi non si potessero realizzare. Alla fine la sensazione che mi rimane di lui è la leggerezza con la quale ha affrontato questo suo dramma, riuscendo a restare di buon umore e addirittura mantenendo un senso dell'ironia persino quando il suo fisico era completamente debilitato».

Da casa Parodi, dove è andata immediatamente per confortare i parenti, Elena Ledda, la folksinger che proprio in questi mesi stava preparando con Andrea un album, ammette di non trovare parole. «Sono troppo abbattuta - spiega con la voce strozzata dal pianto - e ora proprio non so che dire».
In lacrime anche Barbara Vargiu, dell'associazione culturale sassarese «Le Ragazze Terribili», che conosceva Parodi da più di vent'anni. «Da quando i Tazenda ancora non li conosceva nessuno», precisa lei. Il ricordo è quello di un tipo dal grande entusiasmo, mai perso anche dopo il successo nazionale arrivato grazie a una trasmissione di Pippo Baudo e a Sanremo. «L'immagine che ho in mente ora - continua Barbara Vargiu - è quella di Andrea al suo matrimonio, nel 1999 a Osidda, in Barbagia. Una grande festa alla quale era stato invitato tutto il paese, con balli tradizionali e Valentina, la moglie, bellissima, che indossava un abito fatto apposta per lei da Paolo Modolo».
Ma che tipo era Andrea Parodi? «In sintesi - ricorda ancora la sua vecchia amica - direi che era un sognatore, ma di quelli con i piedi per terra. Nel senso che era sempre alla ricerca di idee nuove, ma conosceva bene anche gli ostacoli che si trovano nel mondo della musica e quindi riusciva a non crearsi frustrazioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)