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Lavoro, è boom di dimissioni: raddoppiati i licenziamenti

Lavoro, è boom di dimissioni: raddoppiati i licenziamenti

Oltre un milione ha cambiato attività (+31,7%). Superati i livelli pre-Covid

16 Settembre 2022

Redazione online

Cambiare azienda in un periodo nel quale il mercato del lavoro è molto vivace o scegliere di rinunciare al posto per intraprendere un nuovo percorso di vita dopo aver riflettuto su come il Covid ha cambiato l’esistenza di tutti: il fenomeno delle grandi dimissioni, a giudicare dai dati appena pubblicati dall’Inps, sembra essere arrivato anche in Italia con oltre un milione di lettere di rinuncia del proprio posto di lavoro e un aumento del 31,7% rispetto allo stesso periodo del 2021 (erano 820 mila).

Il dato è consistente anche se si guarda solo alle dimissioni da contratto a tempo indeterminato, con 624.047 lettere e un aumento del 22,18% sullo stesso periodo del 2021. E la situazione non cambia se si guarda anche al periodo precedente la pandemia, con dimissioni che nel 2019 in sei mesi non raggiungevano le 800 mila unità tra tutte le tipologie di contratto.

A trainare questo boom la tensione positiva che c'è nel mercato del lavoro con le attivazioni di contratto che, secondo l'Osservatorio Inps sul precariato, nel primo semestre del 2022 sono state 4.269.179 a fronte di 3.322.373 cessazioni: nel complesso un saldo positivo che ha superato i 946 mila contratti. Per molti lavoratori, soprattutto giovani, laureati e specializzati, è stato possibile scegliere di cambiare azienda per migliorare la propria posizione o in generale i tempi di vita e di lavoro. Ma per altri la decisione avrà tenuto conto di una diversa visione del mondo o semplicemente di stipendi troppo bassi a fronte di un’inflazione che aumenta. «Il livello raggiunto - sottolinea l’Inps a proposito delle dimissioni da contratti stabili - sottende il completo recupero delle dimissioni mancate del 2020, quando tutto il mercato del lavoro era stato investito dalla riduzione della mobilità connessa alle conseguenze dell’emergenza sanitaria».

Nei primi sei mesi sono aumentati anche i licenziamenti economici, quasi raddoppiati dai 135.115 del primo semestre 2021 a 266.640 nello stesso periodo del 2022. Il confronto con il 2021 risente del fatto che nei primi sei mesi era ancora in vigore il blocco dei licenziamenti per fare fronte alla crisi economica scatenata dalla pandemia. Il dato è evidente nei licenziamenti di natura economica da contratto a tempo indeterminato che sono passati da 83.809 a 186.420 (+122,43%). Nel complesso si registra un buon andamento dei rapporti di lavoro con un saldo positivo nel semestre di 946 mila unità nel complesso per tutte le tipologie e di 255.341 unità (assunzioni, più trasformazioni meno cessazioni) per i contratti a tempo indeterminato, di molto superiore a quella registrata nei primi sei mesi del 2021(erano 113.042). Le assunzioni nel complesso aumentano del 26% ma quelle a tempo indeterminato registrano un +36%. Le trasformazioni da contratto temporaneo a stabile sono state 377mila con un aumento del 74%.

Il saldo annualizzato, vale a dire la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi che identifica la differenza tra le posizioni di lavoro in essere alla fine del mese di giugno rispetto al valore analogo alla medesima data dell’anno precedente, è pari a 682.000 posizioni di lavoro. In particolare, per il tempo indeterminato la variazione positiva risulta pari a 247.000 unità mentre per l'insieme delle altre tipologie contrattuali la variazione complessiva è pari a 436.000 unità, con un ruolo rilevante dei rapporti a termine. Intanto l’Anpal ha fatto sapere che sono oltre 175 mila i partecipanti al programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol) presi in carico dai Centri per l'impiego, il 58% del target dei 300 mila da raggiungere entro il 2022 . Nel complesso l’obiettivo è di raggiungere tre milioni di persone entro il 2025. Il target di quest’anno secondo l'Anpal dovrebbe essere raggiunto entro i primi giorni di ottobre mentre entro fine anno si potrebbero coinvolgere tra i 650 mila e i 700 mila beneficiari.

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