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In Puglia e Basilicata

Il caso

«Apulia Film Commission bloccata dalle liti nel Cda»

Apulia Film Commission, «La presidente non è mai stata aggredita»

Simonetta Dellomonaco e il caso Apulia Film Commission

Il collegio chiede l’assemblea dei soci: «Servono provvedimenti»

29 Luglio 2022

Marco Seclì

BARI - «Importanti inefficienze nel funzionamento dell’organo amministrativo», non più «in grado di operare correttamente nella sua funzione deliberatrice». E, ancora, una «persistente contrapposizione tra presidente e consiglieri», un’«insanabile frattura» che impedisce alla governance di garantire una corretta gestione.

Giudizi laconici nella forma e durissimi nella sostanza che sanciscono l’ingovernabilità che da mesi blocca le attività dell’Apulia film commission. Li ha messi nero su bianco il collegio dei sindaci della Fondazione nel verbale redatto lo scorso 18 luglio, relativo alla vigilanza sull’adeguatezza e sul funzionamento dell’assetto organizzativo. L’organo di controllo, di cui fanno parte la presidente Barbara Premoli e i revisori dei conti Gaetano Cataldo e Alessandro Colaianni, certifica gli ostacoli che inceppano la macchina dell’ente regionale per la promozione del cinema e dell’audiovisivo in Puglia. Ecco perché il collegio, al termine del verbale, denunciando l’impossibilità di andare avanti così, chiede ai soci (la Regione e 59 Comuni pugliesi dalla Daunia al Salento) di riunirsi in assemblea per «gli opportuni e necessari provvedimenti».

Nel verbale viene ricordato che il cambio dei componenti del Cda con le dimissioni, lo scorso 21 gennaio di Proietti, Dello Iacovo e Bandirali, rimpiazzati dai soci dell’ente con Grassi, Samarelli e Sbarra, non è servito a migliorare la situazione. I problemi sono rimasti quelli di prima.

È venuto il momento che i ripetuti attriti tra la presidente Simonetta Dellomonaco e i consiglieri di amministrazione Carmelo Grassi, Ettore Sbarra, Giandomenico Vaccari e Marina Samarelli trovino una soluzione per sottrarre la Fondazione alla paralisi. Perché, segnalano sempre i sindaci, il Cda, che pure in sei mesi si è riunito ben 14 volte, non è stato in grado di pronunciarsi su alcunché. Le riunioni hanno prodotto solo lunghe, inutili ore di «acceso dibattito» tra la presidente e i consiglieri. Le «inefficienze a livello di governance a monte - stigmatizza il collegio - si riflettono a valle sull’intera organizzazione interferendo sulle procedure e sui processi che dovrebbero consentire di rendere operative, e costantemente monitorate, le decisioni della governance, che hanno l’obiettivo di realizzare compiutamente, correttamente e coerentemente lo scopo programmato».

Appunti vengono mossi sulla carenza di informazioni che la presidente fornisce ai consiglieri sulle delibere da discutere e anche sui ritardi con cui vengono comunicati gli argomenti.

Insomma, serve una svolta. Ai soci decidere come: se con un commissariamento o con un cambio ai vertici, parziale o totale.

Il verbale non entra nel merito della gestione dei fondi a disposizione di Afc. Questione riemersa mercoledì nell’audizione del Cda (assente la presidente Dellomonaco per via di un malore improvviso) nella commissione Cultura della Regione. Ci sarebbe stata una certa disinvoltura nella destinazione dei finanziamenti, anche quelli all’Allora Festival di Ostuni, che ha spinto il presidente della commissione Fabiano Amati a chiedere chiarezza. Se le inadempienze saranno confermate, lo denuncerà alla Corte dei Conti.

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