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In Puglia e Basilicata

ANTI RICICLAGGIO

«Nuova Autorità Ue, la sede sia a Bari»

«Nuova Agenzia Ue, la sede sia a Bari»

Una riunione del Consiglio Europeo

Il prof. Fisicaro: «Pronto a supportare un Comitato promotore. Anche l’Autorità bancaria europea e la Banca centrale avrebbero un ufficio nel capoluogo pugliese»

17 Luglio 2022

Marisa Ingrosso

È corsa tra Paesi e città per aggiudicarsi la sede dell’Amla, la nuova Autorità europea Antiriciclaggio e per il Contrasto al Finanziamento del Terrorismo. E, dopo che si sono fatte avanti la Germania (Francoforte), il Lussemburgo e anche Roma e Torino, Emanuele Fisicaro (sotto in foto), presidente Cseac-Centro Studi Europeo Antiriciclaggio & Compliance «Piero Vigna», professore universitario di Diritto penale commerciale, rompe gli indugi e lancia la proposta di candidare la città Bari. Bari euromediterranea e simbolo evoluto di quel Sud che non si arrende e combatte il crimine e i suoi capitali illeciti, «seguendo i soldi», come diceva Giovanni Falcone. In ballo c’è molto più che l’apprezzabile onore di ospitare un «faro» internazionale di legalità, sul piatto c’è una ineguagliabile capacità attrattiva di «cervelli» e studi professionali e società, oltre che centinaia di posti di lavoro di alto livello. «Non centinaia – puntualizza il professore – qui parliamo di duemila persone. L’ha dichiarato la stessa Unione europea».
È per questo che Torino vuole la sede?
«Ma certo, è normale. Però Torino non ha alcun elemento».
In che senso?
«C’è un profilo territoriale, perché tu non puoi lamentarti se al Meridione non c’è lavoro e poi tutte le Autorità e le Sedi istituzionali le insedi al Nord, dove, per altro, poi dovranno andare a lavorare i migliori giovani professionisti del Mezzogiorno. Allora diamo dignità al Meridione, diamo fiducia al Meridione. C’è poi un tema relativo alla professionalità di chi opera, a vario titolo, per la Giustizia. Pensiamo alla legislazione Antimafia: le quattro organizzazioni mafiose in Italia sono, in ordine di anzianità di costituzione, la mafia siciliana, la camorra campana, la ‘ndrangheta calabrese e, ultima in ordine di tempo, la sacra corona che è una organizzazione indotta, dalla camorra. Quindi una sede dell’Amla qui, al Sud, sarebbe un segnale potente. Un po’ come quando, in territori “difficili” lo Stato apre una caserma dei Carabinieri o un commissariato. Le Procure meridionali, tutte, si occupano e applicano (lo dice la statistica) la normativa Antimafia. La legge 575 del 1965 si applica da 40 anni nel Meridione. Pensiamo al denaro delle mafie e alle mafie dei “colletti bianchi”... ecco la struttura, l’ossatura, della Magistratura del Sud sa cos’è l’Antimafia molto meglio delle altre Procure italiane. Una Authority antiriciclaggio qui sarebbe perfetta, perfetta. Ci tengo anche a sottolineare, che la Puglia ha una posizione strategica nel Mediterraneo e che noi abbiamo un’Università di eccellenza a Bari. Guardi che se l’Amla si insediasse qui, io stesso trasferirei il Centro studi nel capoluogo pugliese. Sarebbe un processo naturale che abbraccerebbe tutte le organizzazioni nazionali, perché devi necessariamente stare al fianco di questa Istituzione».
Quindi sarebbe anche un formidabile attrattore?
«Certamente. Inoltre, consideri che è stato già deciso che l’Autorità avrà un Presidente, un Comitato esecutivo e un Consiglio generale, di cui fanno parte tutti i presidenti degli omologhi europei dell’Uif-Unità di Informazione Finanziaria italiana, con tutto l’Ufficio di presidenza. Poi al Comitato generale si sdoppiano le funzioni e ne fanno parte rappresentanti dell’Autorità bancaria europea (Abe) e della Banca centrale europea (Bce). Si pensi che movimento ci sarà. L’Abe e la Bce avrebbero un ufficio su Bari. Tutti i capi si riunirebbero su Bari».
Operativamente lei cosa propone?
«Un anno fa, al VII Congresso internazionale sulla Prevenzione e repressione del riciclaggio di denaro di Santiago de Compostela, proposi la candidatura dell’Italia. Oggi lo dico chiaro: Bari è competitiva. Se il sindaco Antonio Decaro lo ritenesse, sarei ben felice di mettermi al suo fianco, con lo Stato-comunità, per costituire un Comitato promotore».

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