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In Puglia e Basilicata

Elezioni comunali

C.sinistra vince in 6 capoluoghi, stop c.destra diviso: a Verona eletto Tommasi

Elezioni comunali

Affluenza finale in calo al 42,16%, negli stessi comuni al primo turno votò il 54,11%

27 Giugno 2022

Redazione online

Il centrosinistra vince ai ballottaggi nelle 6 principali città capoluogo, il centrodestra diviso non sfonda. Questa è la fotografia che viene fuori dai primi scrutini. Tanto da far azzardare ad alcuni esponenti del Pd un vero e proprio cappotto. Il «campo largo», la coalizione fortemente voluta da Enrico Letta conquista, secondo i dati giunti fino ad ora dal Viminale, almeno sei città: Verona, Parma, Piacenza, Cuneo, Catanzaro e Alessandria. Un trionfo netto, chiaro, al nord, come al sud, a leggere i primi dati.

«Questa sera - commenta a caldo su twitter Enrico Letta - si prospetta una grande vittoria del Pd e del centrosinistra». «Alla fine paga la linearità e la serietà: vinciamo perchè la responsabilità è più importante di tutto, in questo momento difficile serve una politica che sia seria e lineare. Il campo largo è stato preso in giro ma questa strategia paga. Perde male il centrodestra per scelte incredibili, scegliendo fuoriusciti del centrosinistra, penso a Catanzaro», dice poi in una conferenza stampa al Nazareno, spiegando che ora il governo è più forte e che da domani si dovrà pensare alle elezioni politiche.

«Siamo molto soddisfatti - gli fa eco Francesco Boccia parlando ai cronisti nella sede del Nazareno - perchè il centrosinistra unito e largo vince sicuramente in sei città e ora aspettiamo i dati di Monza e Lucca. Il centrosinistra unito ha consentito di allargare il campo alle forze che hanno creduto nei progressisti».
Nella Lega si annuncia già un redde rationem interno, ma anche un forte fronte polemico nei confronti di Giorgia Meloni, accusata di non essere riuscita a creare le condizioni per federale l’alleanza.

Tra le vittorie che si stanno profilanfdo per il centrosnistra, la più significativa è quella di Verona, dove l'ex calciatore della Roma, Damiano Tommasi scalza dalla poltrona di primo cittadino uscente, Federico Sboarina, il candidato voluto da Giorgia Meloni che, dopo il primo turno, ha rifiutato a sorpresa l’apparentamento con l’ex sindaco Flavio Tosi, neo forzista.
Una scelta che ha provocato scossoni nell’alleanza e che sarà sicuramente al centro chiarimento interno.
Il risultato che sta uscendo dalle urne sembra essere un importante viatico per la strategia delle alleanze voluta da Pd e M5s che, salvo sorprese, sembra abbiano superato l’esame delle città, candidandosi a essere una coalizione in grado di competere - come ha rimarcato Letta - per le prossime elezioni politiche.

Matteo Salvini aveva fiutato la sconfitta veronese: «Il fatto che Federico Sboarina abbia deciso di non apparentarsi con le liste di Flavio Tosi - aveva attaccato in un colloquio con La Stampa - è stato uno sbaglio clamoroso. E lo dice uno che Tosi lo ha espulso dalla Lega e che di certo non è uno dei suoi migliori amici. Non entro nelle dinamiche interne degli altri partiti ma da quello che mi risulta i vertici nazionali di Fratelli d’Italia hanno anche detto al sindaco di ripensarci, ma lui e i suoi hanno tirato dritto rinunciando a un accordo che avrebbe portato in dote il 23%».

Il centrosinistra spera di riconfermarsi alla guida di Lucca e Cuneo. Riconquisterebbe Parma dopo 24 anni, a Como sta vincendo un civico, avanti nettamente il centrosinistra anche a Piacenza come ad Alessandria, feudo del capogruppo leghista alla Camera, Riccardo Molinari: anche qui, a sostegno del candidato sindaco, il Pd-M5s e anche Carlo Calenda. A Monza è testa a testa. Vincerebbe il centrodestra invece a Viterbo, Frosinone, Barletta e Gorizia.

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