Sabato 02 Luglio 2022 | 17:00

In Puglia e Basilicata

il buco nero delle agenzie regionali

Arpal, continuano le assunzioni di politici legati al partito del dg Cassano

Bari, la Finanza nella sede Arpal:caccia ai furbetti del «reddito»

Il coordinatore leccese di Puglia Popolare vince concorso da dirigente. La Finanza in sede per i furbetti del «reddito»

18 Giugno 2022

Massimiliano Scagliarini

BARI - Martedì il Consiglio regionale dovrebbe discutere il disegno di legge per modificare la governance dell’Arpal, l’agenzia per il lavoro, facendo decadere il direttore generale Massimo Cassano. Il condizionale è legato alla mancanza di un referto tecnico che potrebbe far slittare tutto al mese prossimo.

La questione è partita dopo la pubblicazione sulla «Gazzetta» dei nomi delle persone assunte (con contratti a termine o tramite interinale) nei ranghi dell’agenzia tutte riconducibili a esponenti politici del partito Puglia Popolare che fa capo a Cassano. Da qui è nata la proposta di legge (presentata da quattro consiglieri di maggioranza: Tutolo, Amati, Mazzarano, Mennea) che puntava alla decadenza del direttore generale e alla nomina di un amministratore unico. La mediazione politica ha portato a un nuovo testo in cui si prevede invece un consiglio di amministrazione, cui risponde un direttore generale che deve avere i requisiti per l’accesso alla dirigenza: Cassano non li possiede, ma potrebbe essere chiamato - questo il punto di caduta - a fare il consigliere o addiritura il presidente. Ieri, però, gli uffici legislativi del Consiglio hanno rilevato la mancanza del referto tecnico sulla quantificazione degli oneri collegati all’istituzione del cda.

È un problema solo apparente (gli oneri non sono a carico del bilancio della Regione), che potrebbe essere superato martedì con una forzatura (proporre la legge come emendamento a un altro dei provvedimenti in discussione). L’alternativa è il ritorno in commissione e la nuova approvazione con l’«Atn» (analisi tecnico-normativa), e dunque il rinvio.

Nel frattempo, la Guardia di Finanza ha effettuato una acquisizione documentale negli uffici dell’Arpal. Non si tratterebbe però di questioni collegate al personale, su cui ci sarebbero già approfondimenti in corso. I militari volevano infatti effettuare una verifica mirata ad accertare alcune discrepanze tra la banca dati Arpal/Anpal e quella dell’Inps: sono controlli mirati a stanare i possibili percettori senza titolo di indennità come il reddito di cittadinanza.

Nel frattempo l’Arpal ha pubblicato gli esiti dei concorsi pubblici per le assunzioni a 18 mesi «eventualmente prorogabili», e anche stavolta - senza voler minimamente ipotizzare irregolarità nelle procedure di selezione - le coincidenze non mancano. Il primo classificato nella graduatoria della categoria D (funzionari) è Alessandro Lapenna, cugino della moglie di Cassano, consigliere della 5° Circoscrizione di Bari ed esponente di Puglia Popolare che già aveva avuto un contratto interinale in Arpal insieme ad altri consiglieri della stessa circoscrizione. La (ex) segretaria provinciale barese di Puglia Popolare, Simona Vitucci, consigliere comunale a Modugno che figurava tra i formatori assunti tramite l’Epcpep, è tra i vincitori del bando per istruttori amministrativi (categoria C). Il bando per dirigenti è stato invece vinto da due funzionarie dell’assessorato al Lavoro della Regione e dall’ex consigliere regionale Luigi Mazzei, coordinatore provinciale di Puglia Popolare a Lecce. Emiliano aveva definito «ricorrenze» la presenza di nomi di politici negli elenchi degli assunti in Arpal.

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Per quanto riguarda Luigi Mazzei, l’avvocato Francesco Foresio precisa che “non esiste connessione con l’inchiesta presso Adisu, i furbetti del reddito di cittadinanza e che il concorso pubblico si è regolarmente svolto e superato per meriti professionali e non politici”.

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