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In Puglia e Basilicata

Verso il voto

Tajani: «Su Tap e Xylella Emiliano chieda scusa»

Tajani: «Su Tap e Xylella Emiliano chieda scusa»

Parla il coordinatore di Forza Italia: «Da lui non accetto lezioni»

28 Maggio 2022

Fabio Venere

TARANTO - «Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dovrebbe recitare il mea culpa per il modo in cui ha fronteggiato l’emergenza Xylella e per aver ostacolato il gasdotto Tap. Se i cittadini pugliesi e italiani pagano delle bollette energetiche più care è anche per colpa sua». Il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, appena gli si nomina il Governatore pugliese va giù duro e sferra stoccate al vetriolo. Lo fa con un’intervista concessa alla Gazzetta, nel giorno in cui ha condotto un tour elettorale in Puglia a sostegno dei candidati sindaco del centrodestra in importanti comuni chiamati al voto il prossimo 12 giugno (Taranto, Barletta, Martina Franca, Canosa). Al suo fianco, il deputato Mauro D’Attis.

Presidente Tajani, proprio a Taranto l’altro ieri sera, Emiliano ha dichiarato che sarebbe «una roba pazzesca» votare per il candidato del centrodestra (ex esponente del centrosinistra, ndr). Cosa gli manda a dire?

«Non si erga a fare il giudice censore degli altri, ma pensi piuttosto ai suoi continui giochi di Palazzo. E pensi anche ai danni che ha prodotto ai pugliesi, e non solo, sul fronte dei rincari energetici e degli ulivi. Ha collezionato solo errori».

A proposito di energia, qual è la posizione di Forza Italia sul ricorso alle rinnovabili? E cosa ne pensa dei progetti relativi agli impianti eolici in Salento?

«Siamo favorevoli all’aumento della portata del gas che proviene dall’Azerbaijan e giunge nel nostro Paese proprio attraverso il Tap che termina nel Salento, Siamo, inoltre, assolutamente d’accordo con la politica del Governo di ricercare nuove quote di gas da altri Paesi (Algeria, Congo, Angola ed altri) in modo da essere sempre più indipendenti da quello che, al momento, è il principale fornitore dell’Italia (la Russia, ndr). E poi, siamo disponibili a ragionare seriamente sull’utilizzo del nucleare che ormai la stessa Commissione europea riconosce come non pericoloso».

Quale futuro immagina per l’ex Ilva di Taranto?

«È la più grande fabbrica siderurgica d’Europa e, quindi, non possiamo abbandonarla al suo destino. Naturalmente, bisogna renderla il più possibile ecocompatibile, fare le bonifiche e metterla nelle condizioni di produrre senza inquinare. Ma, detto questo, siamo un Paese industriale e non possiamo abdicare al nostro ruolo storico».

Presidente, è ottimista per le Amministrative del 12 giugno? Pensa davvero che la bandiera del centrodestra possa sventolare sui municipi di Taranto, Barletta, Martina Franca, Canosa e sugli altri chiamati al voto?

«Vogliamo che queste città siano a misura di cittadino. E che, in quei centri in cui siamo all’opposizione si riesca a dare un governo diverso a questi territori. Penso a Taranto, che tra questi è il più popoloso, centro in cui (a nostro giudizio) il sindaco uscente non ha governato bene. E poi, stiamo già lavorando in prospettiva delle elezioni politiche che si terranno a marzo del 2023. Dobbiamo fare in modo che la maggior parte dei comuni pugliesi siano in linea con il Governo centrale che dovrebbe essere a guida centrodestra. E lo facciamo anche in funzione di un migliore utilizzo dei fondi del Pnrr, aumentati grazie alla ministra di Forza Italia, Mara Carfagna. Non possiamo consentire che, su un terreno così delicato determinante per lo sviluppo delle infrastrutture di questa regione, i comuni vengano consegnati alla Regione Puglia e al suo presidente che fa il bello e il cattivo tempo».

Teme, dal punto di vista elettorale, l’alleanza tra Pd e Cinque Stelle?

«No. Sono divisi su tutto. Litigano sempre. Grazie a Forza Italia, invece, con la riforma del catasto non aumenteranno le tasse sulla casa. Queste cose interessano ai cittadini».

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