Domenica 15 Febbraio 2026 | 14:04

Bari, prende forma il Parco della Rinascita nell'area ex Fibronit: «Ma ci sono voluti 27 anni»

Bari, prende forma il Parco della Rinascita nell'area ex Fibronit: «Ma ci sono voluti 27 anni»

Bari, prende forma il Parco della Rinascita nell'area ex Fibronit: «Ma ci sono voluti 27 anni»

 
rosanna volpe

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Bari, prende forma il Parco della Rinascita nell'area ex Fibronit:«Ma ci sono voluti 27 anni»

Sono già state realizzate le strutture reticolari in acciaio per le coperture dei campi sportivi; tracciati il campo da bocce, la piazza yin e yang e i percorsi interni. A breve partiranno i lavori per l’anfiteatro dedicato a Maria Maugeri

Domenica 15 Febbraio 2026, 11:52

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Per anni quel nome ha significato diagnosi che non lasciavano scampo. Nell’area dell’ex Fibronit, la «fabbrica della morte», l’amianto ha segnato il destino di centinaia di famiglie baresi. Oggi, dopo quasi trent’anni di attese e di battaglie, su quella terra ferita spunteranno alberi.

«Sono passati ventisette anni – racconta Nicola Brescia del comitato cittadino Fibronit. Ventisette anni di lungaggini, di burocrazia, di ostacoli che hanno fatto slittare il nostro sogno sino ad oggi». La voce è quella di chi non ha dimenticato. «Abbiamo attaccato anche le amministrazioni “amiche” quando c’era da farlo. La burocrazia è stata lunghissima, spesso non si poteva procedere per piccoli cavilli. Ma non abbiamo mai smesso di crederci». Per il comitato, la realizzazione del Parco della Rinascita è un traguardo storico. «Siamo soddisfatti della lunga strada percorsa. Quello che ha detto il sindaco Vito Leccese ci fa ben sperare. Certo, il maltempo non sta aiutando, ma vedere il parco che prende forma è un’emozione grande». Brescia ricorda le fasi decisive: «Emiliano (allora sindaco di Bari, ndr) fu il primo, a battere i pugni per la messa in sicurezza prima e per la realizzazione del parco poi. Da lì si è aperta una strada. È stato difficile ma credo che siamo giunti alle battute finali. L’attuale sindaco ha una grande sensibilità ambientalista e siamo certi che arriveremo al traguardo tanto atteso».

Eppure, per chi ha perso un familiare o convive con le conseguenze dell’esposizione all’amianto, la rinascita non può fermarsi al verde. «Le famiglie vogliono partecipare a questa festa – sottolinea Brescia – ma non basta il parco. Vorremmo che si parlasse di rinascita a 360 gradi». La richiesta è chiara: realizzare proprio nel parco un centro medico dedicato agli ex esposti che possa diventare un centro di riferimento non solo per Bari ma per tutta la regione. «In Puglia sono tanti gli ex esposti e non esiste un centro della salute specifico. Sarebbe un segnale concreto per chi ha pagato il prezzo più alto».

Il nuovo parco – finanziato per circa tredici milioni di euro dai fondi Pnrr e per tre milioni da Regione Puglia - sorgerà su oltre quattordici ettari, con tre accessi, e rappresenta uno degli interventi di rigenerazione urbana e ambientale più rilevanti per Bari. «Cominciamo a vedere le prime alberature – ha dichiarato Leccese – complessivamente saranno più di mille e settecento, alcune a pronto effetto». Le piogge delle ultime settimane hanno rallentato alcune lavorazioni, ma il cantiere è in fase avanzata.

Sono già state realizzate le strutture reticolari in acciaio per le coperture dei campi sportivi; tracciati il campo da bocce, la piazza yin e yang e i percorsi interni; completati il blocco servizi, la predisposizione per illuminazione, videosorveglianza e irrigazione. A breve partiranno i lavori per l’anfiteatro dedicato a Maria Maugeri, simbolo della battaglia per la bonifica. Il progetto, nato da un percorso di progettazione partecipata con cittadini e comitati, prevede un’ampia forestazione urbana: mille e trecento alberi nell’intervento principale e quattrocento cinquantuno a pronto effetto, oltre a migliaia di arbusti, rampicanti, tappezzanti ed erbacee. Le nuove piantumazioni consentiranno di assorbire oltre settecento tonnellate di anidride carbonica all’anno e contribuiranno alla gestione delle acque piovane.

Nel parco troveranno spazio un’area giochi per bambini, un giardino di piante aromatiche mediterranee, due piazze – d’acqua e yin e yang – un’area basket, un bocciodromo, un chiosco, servizi igienici e impianti di illuminazione, videosorveglianza e wi-fi. Dove per anni si è respirata polvere d’amianto, oggi si piantano alberi. Per il comitato Fibronit è un passaggio che profuma di giustizia, ma la rinascita, ricordano, sarà completa solo quando accanto al parco sorgerà anche un presidio sanitario dedicato a chi da quella fabbrica – e non solo - ha ereditato una malattia.

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