«Le spiagge salentine non sono pronte ad accogliere i prossimi flussi turistici, perché la Regione ci impedisce di ripristinare i danni dopo le mareggiate».
A lanciare l’allarme e a puntare il dito è il presidente di Confimprese Demaniali Italia, Mauro Della Valle, che torna a sollevare la questione dei tempi di ripristino dei litorali erosi dalle ultime violente mareggiate, che hanno procurato non pochi danni alle strutture lungo le spiagge del versante jonico, specie tra Rivabella di Gallipoli e Santa Maria di Leuca, comprese Torre San Giovanni di Ugento e Torre Pali di Salve.
«Le attuali norme regionali - tuona Della Valle - non permettono una reazione tempestiva in quanto occorrono mesi di istruttorie, demandate ai Comuni costieri anziché alla responsabilità dei singoli imprenditori balneari, con il termine di ultimazione dei lavori entro il 1° maggio».
Al centro del suo attacco anche la promozione turistica del territorio per puntare a un incremento delle presenze turistiche, che non troverebbe però una sponda adatta se si guarda alle situazioni in cui versano le spiagge.
«La Regione ha fatto bene a promuovere un crescente numero di presenze turistiche in Puglia, riscontrate maggiormente a partire da aprile con il picco più alto nei mesi estivi per momenti di vacanza da trascorre al mare - prosegue Della Valle - come Confimprese Demaniali abbiamo volutamente disertato la nostra presenza alla Bit (la Borsa internazionale del turismo che si è appena conclusa a Milano, ndr) perché consapevoli che maggiori flussi di turisti previsti per la primavera e per l’estate 2026 possano essere un vero boomerang a causa dell’insufficienza del prodotto spiaggia, sia essa in concessione che libera. Di spiagge non si può parlare e intervenire solo a partire da maggio di ogni anno».
Da qui un appello al neogovernatore Decaro «a convocare urgentemente un tavolo operativo che provi a semplificare le attuali norme regionali - insiste Della Valle - che ad oggi hanno ingessato le procedure di intervento e che purtroppo hanno contribuito a non fare nulla. Decaro prenda esempio da regioni più virtuose come l’Emilia Romagna - è l’invito - che con una manutenzione ordinaria e programmata delle spiagge pubbliche e private ha ridotto del 70 per cento l’arretramento della linea di costa, senza delegare alcun comune costiero, vero elemento di debolezza riscontrato negli anni. Sarebbe auspicabile la nascita di una società pubblica regionale - conclude - che si occupi esclusivamente della salute della costa pugliese».
[m.c.]









