«I genitori dovrebbero stare più dalla parte dei docenti perché noi non torturiamo i vostri figli ma cerchiamo di migliorare la loro vita. Per il momento ho bisogno di riposo. L’episodio mi ha turbato. Tornerò certamente a scuola ma ora ho paura. Non mi sento ancora in grado di farlo». Lo dice il docente di lingua e letteratura straniera dell’istituto Einaudi di piazza Goppingen a Foggia, aggredito venerdì scorso dal padre di un’alunna di 14 anni che frequenta il primo anno. L’uomo, che ha chiesto che non venga divulgato il suo nome, ha 61 anni e lavora nel mondo della scuola dal 2014.
«Stavo facendo lezione - racconta - quando un’alunna ha appoggiato i piedi in maniera scomposta su una sedia di fronte. Io l’ho ammonita in più occasioni dicendole di non farlo ma non mi ascoltava. Ad un certo punto mi sono avvicinato al suo banco e con il mio piede ho spostato il suo. La ragazza ha iniziato a gridare dicendo che le avevo dato un calcio e che avrebbe chiamato il padre. Ha preso il telefono, che in classe non può essere utilizzato, e ha avvisato suo padre. Dopo circa 15 minuti, si apre la porta dell’aula, entra quest’uomo, che mi rivolge parole pesanti e mi sferra uno schiaffone che mi fa cadere a terra. Il tutto avanti ad un’intera classe. Poi prende sua figlia e va via».
«Un collega mi ha aiutato ad alzarmi - racconta ancora - Ho chiamato il 118 e i carabinieri. In ospedale mi hanno medicato e dato sette giorni di prognosi. Ho un occhio che mi fa male».
LE REAZIONI
«Siamo indignati, ma non ci possiamo dire meravigliati dalla recente, ennesima aggressione da parte di un papà nei confronti di un docente 'reo' di aver rimproverato la figlia per un atteggiamento non consono all’ambiente scolastico». Così il presidente nazionale DirigentiScuola Attilio Fratta commenta quanto accaduto all’istituto professionale Einaudi di Foggia. «Da tempo denunciamo la crescente aggressività delle famiglie nei confronti del personale scolastico, soprattutto docenti e dirigenti».
Il sindacato dei dirigenti scolastici esprime la propria vicinanza al docente aggredito e al dirigente dell’Einaudi, e ribadisce la necessità di un nuovo «patto sociale» fra scuola e famiglie. Prosegue Fratta: «La cosa più allarmante è che non si accetti più il ruolo educativo della scuola. Anzi, la questione viene sistematicamente ribaltata, e alla scuola si attribuisce ogni colpa e responsabilità dei fallimenti educativi senza darle nessuno strumento per farvi realmente fronte. Questo ne è l'ennesimo esempio. Ormai siamo a un punto in cui è indispensabile, e indifferibile, agire anche sull'educazione alla genitorialità. Non sono più accettabili episodi del genere. Riteniamo necessario anche rafforzare gli strumenti di custodia e vigilanza degli ingressi a tutela del personale: non si può andare a scuola col terrore di lavorare!"
Allo scopo di sensibilizzare la categoria DirigentiScuola ha lanciato nelle scorse settimane un manifesto che ha raccolto migliaia di sottoscrizioni di docenti e dirigenti scolastici. Non solo, si è costituita parte civile per sostenere fattivamente il personale della scuola vittima di aggressioni. "È già avvenuto in più di una circostanza - conclude Fratta - sempre con esito positivo»
















