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CRIMINALITA'

«Con l'arte si puliscono soldi»: Deiana al latitante di Galatina Amato

«Con l'arte si puliscono soldi»: Deiana al latitante di Galatina Amato

Il traffico internazionale sgominato

Il colloquio è stato criptato nell'indagine che ha portato all'arresto del narcotrafficante specializzato in Banksy

12 Maggio 2022

Redazione online

MILANO - «Con le opere d’arte si puliscono soldi senza pagare spese anzi guadagnando». Sono le parole con cui Andrea Deiana, il presunto broker del narcotraffico, nel settembre di due anni fa, ha raccontato a Vincenzo Amato, esponente del clan Coluccia di Galatina, in provincia di Lecce, "di aver acquistato un quadro la cui finalità era quella di ripulire i soldi senza peraltro pagare tasse». Il passaggio è in una chat criptata tra i due, entrambi tra i destinatari di una delle misura cautelari in carcere firmate dal gip di Milano, Carlo Ottone De Marchi nell’ambito dell’operazione della Polizia di Stato e Coordinata dalla Dda di Milano, che ha portato a smantellare una rete di narcotrafficanti con legami con i narcos sudamericani, latitanti come lo stesso Amato, ed esponenti della criminalità organizzata.

Il sardo Andrea Deiana «importantissimo broker di stupefacenti internazionale, in grado di organizzare forniture per centinaia di chili», arrestato nell'inchiesta della Squadra mobile e del pm Silvia Bonardi contro il narcotraffico e il riciclaggio in opere d'arte, risultava «co-titolare di una importante galleria d'arte moderna ad Amsterdam» come «mercante d'arte specializzato nelle opere dell'artista contemporaneo, probabilmente più famoso e nello stesso tempo più enigmatico del pianeta, Bansky» di cui nelle chat intercettate utilizzava pure il «nickname». Lo si legge nell'ordinanza del gip Carlo Ottone De Marchi.

Riciclavano i soldi della cocaina attraverso l’acquisto di opere d’arte. C’è anche una galleria di Amsterdam, in Olanda, tra i beni sequestrati dalla polizia al termine di un’indagine su una rete internazionale di narcotrafficanti, in contatto con pericolosi latitanti, scoperta dalla squadra Mobile di Milano. La polizia, a conclusione di un’attività investigativa coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano, ha eseguito giovedì mattina un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 31 persone gravemente indiziate di essere, a vario titolo, collegate a un’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di ingenti quantitativi di stupefacenti e con forti legami con trafficanti sudamericani, latitanti ed esponenti di spicco della criminalità organizzata.

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